Cibus 2027, già assegnato il 92% degli spazi a sette mesi dall’apertura della fiera
Cibus 2027 ha già assegnato il 92% della superficie espositiva disponibile, secondo quanto comunica l’ente fieristico. Sono attesi a Parma, dal 4 al 6 maggio, 3.000 brand e 3.500 buyer provenienti da 80 Paesi. Il dato è stato presentato a Parigi durante il SIAL. Private label, Horeca, produzioni certificate e fresh convenience saranno tra i focus della prossima edizione.
Il 92% degli spazi di Cibus 2027 è già stato assegnato, con 3mila brand attesi a Parma dal 4 al 6 maggio 2027. I primi dati sono stati presentati a Parigi in occasione del SIAL: oltre alle aziende, previsti 3.500 buyer da 80 Paesi, con la Corea del Sud tra i mercati sui quali sarà concentrata una parte del programma internazionale.
Il food continua a riempire le fiere
Il dato è interessante anche perché arriva in una fase nella quale il ruolo delle manifestazioni B2B viene continuamente ridiscusso. La disponibilità di piattaforme digitali e gli incontri online a distanza non hanno eliminato il bisogno dell’incontro fisico. Almeno nell’agroalimentare, la risposta delle aziende continua a essere molto forte. Cibus si prepara a ospitare 18 Regioni e più di 50 realtà tra Consorzi Dop, Igp e Stg. Accanto ai comparti tradizionali verrà rafforzato il rapporto con l’Horeca, dalle catene della ristorazione commerciale all’onboard catering per aerei e crociere.
Private label sempre più centrale
Uno dei numeri interessanti contenuti nella presentazione riguarda la private label. Oltre il 65% degli espositori presenti nel portafoglio della manifestazione dichiara di disporre di linee a marchio del distributore o di essere in grado di lavorare per la Mdd. Non sarà quindi soltanto un tema collaterale: alla private label verrà dedicato un osservatorio europeo all’interno della Cibus Link Arena. Un secondo osservatorio sarà dedicato al fresh convenience, con il confronto tra casi italiani ed esperienze internazionali.
La strategia Parma-Milano
Cibus si inserisce inoltre nel disegno costruito da Fiere di Parma insieme a Koelnmesse, che comprende anche TUTTOFOOD Milano. Per il 2028 sono già annunciati ulteriori 30mila metri quadrati lordi di capacità espositiva e nuove iniziative rivolte ai mercati latinoamericani. Quella fra fiere alimentari europee si sta quindi trasformando sempre di più in una competizione di reti, buyer program e capacità di mantenere il contatto con imprese e mercati durante tutto l’anno. Il 92% di spazio già assegnato a Parma dice anche una cosa piuttosto semplice: almeno per ora, l’appuntamento fisico continua ad avere un valore che le aziende alimentari sono disposte a prenotare con largo anticipo.
