Cina: continua a crescere l’import di formaggio. Ma la Ue fatica a mantenere i volumi
Tornano a calare le importazioni dalla Cina, ma il formaggio risulta in crescita. Dopo il forte import di prodotti lattiero-caseari di febbraio e marzo, i volumi di aprile e maggio si sono infatti ridotti, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Mentre le importazioni di latte scremato in polvere (SMP), formaggio e lattosio sono aumentate, quelle di latte intero in polvere (WMP), grasso butirrico e siero sono diminuite. Si è registrato un invio superiore di merce da Nuova Zelanda, UE, Argentina e Regno Unito, mentre si sono ridotti i quantitativi provenienti da Stati Uniti, Bielorussia e Australia. Ciononostante, i risultati dei primi cinque mesi dell’anno sono positivi, +10% in equivalente latte rispetto allo stesso periodo 2024, grazie principalmente alla Nuova Zelanda.

Cina: crescono SMP e formaggio Ue
Le importazioni di SMP sono aumentate, trainate dalla Nuova Zelanda e, in misura minore, dalla UE, che hanno compensato il calo dei quantitativi australiani. L’import è aumentato in cinque degli ultimi sei mesi in seguito alla forte domanda di prodotti neozelandesi, mentre i volumi provenienti da Stati Uniti e Bielorussia sono diminuiti significativamente.
Le importazioni di WMP sono diventate negative a maggio, dopo gli aumenti registrati a marzo e aprile, principalmente a causa di un forte calo delle spedizioni neozelandesi. Nei primi cinque mesi dell’anno, le importazioni sono rimaste allineate con i livelli dello stesso periodo 2024.
L’import di siero è lievemente calato, dopo sette mesi di forte crescita, con perdite da Stati Uniti e Bielorussia e aumenti da UE e Argentina. Si noti che nel 2025 la Turchia ha spedito quasi 14.000 tonnellate contro le 750 tonnellate del 2024.
Le importazioni di formaggio sono aumentate ogni mese da dicembre (tranne gennaio), grazie ai maggiori volumi provenienti da Nuova Zelanda e Australia. L’UE e gli Stati Uniti stanno faticando a mantenere i loro volumi elevati come quelli registrati nel 2024.
L’import di burro a maggio è diminuito per il secondo mese consecutivo, dopo un semestre di forte crescita. La Nuova Zelanda rimane il fornitore principale e rappresenta l’87% delle importazioni cinesi da inizio anno. Nei primi cinque mesi del 2025, invece, le importazioni di lattosio sono state robuste (tranne a gennaio), rispetto alla debole base del 2024. Gli Stati Uniti restano il principale fornitore (68% dei volumi totali), ma la crescita è trainata dall’UE e, in misura minore, dal Regno Unito, dalla Nuova Zelanda e dall’Australia.
Le esportazioni di WMP (4.700 tonnellate), burro (1.200 tonnellate) e latte scremato in polvere (800 tonnellate) continuano a crescere. Le principali destinazioni per il WMP sono Nigeria, Filippine, Singapore e Bangladesh, mentre il 90% del burro è destinato alla regione MENA, principalmente al Bahrein.
