latte
trasformazione & dintorni

La dermatite nodulare contagiosa arriva anche in Francia. Regno Unito, Giappone e Canada chiudono a latte crudo e derivati italiani

Confermati, in Italia, tre focolai di dermatite nodulare contagiosa (Lsd): uno a Mantova, dove però risulta estinto, e due in Sardegna. Secondo il Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario sono 985 gli animali coinvolti, di cui 316 tra abbattuti e deceduti. In Sardegna, agli allevamenti del comune di Orani e Orotelli, in provincia di Nuoro, si è aggiunto anche il comune di Bottida, nel sassarese. Il focolaio rilevato nell’allevamento lombardo del comune di Porto Mantovano (Mantova), dal 28 giugno scorso risulta estinto. Si tratta dei primi casi in Italia di questa malattia virale dei bovini, che non colpisce l’uomo né direttamente né attraverso il consumo di carne e latte, ma per cui è richiesta, in caso di insorgenza, l’eradicazione immediata. Nei giorni scorsi le autorità sanitarie locali hanno sequestrato gli allevamenti colpiti, rintracciato i capi movimentati e istituito delle zone di restrizione: la zona di protezione in un raggio di 20 chilometri e la zona di sorveglianza di 50, entro cui è vietata di movimentazione di bovini per fiere e mercati, e quella di letame e liquami. In accordo con il Ministero della Salute, sono state autorizzate alcune deroghe che riguardano il trasporto del latte agli stabilimenti di trasformazione e ai caseifici.

La dermatite bovina è arrivata anche in Francia, in un allevamento della Savoia, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Le autorità hanno immediatamente disposte misure per debellare il focolaio e impedire che questa malattia si diffonda sul territorio nazionale. Anche in questo caso, sono state istituite zone regolamentate, sorveglianza veterinaria e restrizioni alla movimentazione dei bovini.

Le contromisure del Regno Unito: no a latte crudo e derivati, sì a Gran Moravia, Parmigiano Reggiano e Grana Padano

Già dopo la conferma del primo focolaio in Sardegna, il Regno Unito ha sospeso le importazioni di bovini e alcuni prodotti derivati provenienti dal territorio italiano, proprio come accaduta per i focolai di afta epizootica. Il Defra (Dipartimento per la Protezione dell’Ambiente e la Tutela dei Trasporti e delle Foreste), ha deciso di bloccare l’import di

  • animali vivi;
  • germoplasma (sperma, ovuli ed embrioni);
  • latte crudo e prodotti a base di latte crudo (compreso il colostro);
  • frattaglie (eccetto diaframma e muscoli masseteri);
  • pelli, a meno che non siano state trattate conformemente al punto 2b, c o d dell’articolo 11.9.13 del codice terrestre WOAH;
  • tutti i sottoprodotti di origine animale (ad eccezione di gelatina e collagene, sego, zoccoli e corna, che WOAH considera prodotti sicuri), a meno che non siano stati sottoposti a trattamento termico a una temperatura interna minima di 65 °C per almeno 30 minuti.

Le restrizioni all’importazione di bovini vivi e del loro germoplasma, latte crudo, prodotti lattiero-caseari e frattaglie sono attive dal 25 giugno 2025. Il Defra specifica inoltre che i formaggi da latte vaccino sottoposti a trattamento termico inferiore a quello previsto con la pastorizzazione potranno comunque essere importati se hanno iniziato maturazione e stagionatura prima del 23 maggio 2025. Ciò significa, specifica il Defra, “che l’importazione di formaggi a pasta dura come Gran Moravia, Parmigiano Reggiano e Grana Padano dall’Italia è consentita, a condizione che siano soddisfatte tutte le altre condizioni di importazione e che le attestazioni nel relativo certificato sanitario per l’esportazione (GBHC416) possano essere certificate”.

La situazione in Canada, Usa e Giappone

In Giappone, il ministero dell’agricoltura (MAFF) ha pubblicato le misure di quarantena animale nei confronti dei prodotti italiani. Al fine di attuare ogni possibile misura per prevenire l’ingresso della malattia in Giappone, sono state temporaneamente sospese le importazioni dall’Italia dei seguenti prodotti di origine bovina:

  • seme bovino;
  • frattaglie bovine (secondo le prime informazioni raccolte dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo, le
    frattaglie rosse come la lingua sono escluse dalla sospensione pertanto fino a nuova
    comunicazione queste ultime continuano ad essere certificabili per export verso il Giappone);
  • latte e prodotti derivati destinati all’alimentazione animale non sottoposti a trattamento termico
    verificato (per i derivati del latte importati dall’Italia a uso zootecnico, qualora non sia già
    attestato un trattamento termico, il servizio di quarantena richiede l’attestazione ufficiale che ne
    confermi l’avvenuta pastorizzazione o trattamento equivalente)

In Canada, l’agenzia governativa CFIA ha aggiornato la lista dei Paesi riconosciuti indenni da LSD escludendo l’Italia e fornendo i seguenti chiarimenti. Il latte e i prodotti a base di latte di origine bovina e bufalina provenienti dall’Italia continueranno ad essere idonei all’ingresso in Canada purché accompagnati da un certificato sanitario che attesti che sono stati trattati secondo l’articolo 11.9.11 del Codice Terrestre dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH). Si riportano di seguito i trattamenti di pastorizzazione accettati dal Canada la cui attestazione deve essere aggiunta nella parte 2 del certificato generico:

  • Pastorizzazione a Ultra-Alta Temperatura (UHT): processo di sterilizzazione che prevede
    l’applicazione di una temperatura minima di 140°C per almeno tre secondi.
  • Pastorizzazione ad Alta Temperatura per Breve Tempo (HTST): processo che prevede
    l’applicazione di una temperatura minima di 72°C per almeno quindici secondi.
  • Pastorizzazione a bassa temperatura in batch: 63°C per 30 minuti.
    I prodotti a base di latte ottenuti da latte non pastorizzato di bovini o bufali esportati dall’Italia
    continueranno ad essere idonei all’ingresso in Canada se fabbricati con latte raccolto prima del 23
    maggio 2025. (aggiungere tale attestazione nella parte 2 del certificato generico) I prodotti a base di latte ottenuti da latte non pastorizzato di bovini o bufali raccolto dal 23 maggio 2025 in poi non potranno entrare in Canada fino a nuovo avviso.

Negli Usa, l’Animal and Plant Health Inspection Service ha comunicato per il tramite della loro rappresentanza a Bruxelles, che saranno sospese le importazioni di materiale germinale (sperma ed embrioni) di bovini (Bos taurus, Bos indicus), bufali e yak provenienti dall’Italia e raccolti prima del 22 aprile 2025.

Dermatite nodulare contagiosa: come si trasmette

La malattia si trasmette attraverso gli insetti ematofagi, come mosche, tafani e zanzare, e le zecche, e causa febbre, noduli sulla pelle e può anche portare alla morte degli animali. La dermatite bovina, presente in Africa, si è diffusa in alcuni Paesi dell’Europa sud-orientale (Grecia, Bulgaria e Paesi balcanici) a partire dal 2012, e finora un programma di vaccinazione ne aveva fermato la diffusione, tanto che dal 2019 non si erano più verificati casi.