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Assocaseari: ingredienti, fermentazione, margini e accordi di libero scambio nell’assemblea 2024

Mercato, futuro del latte e accordi internazionali dell’Unione europea sono stati gli argomenti principali dell’assemblea annuale di Assocaseari, che si è svolta a Peschiera del Garda (Vr) con la partecipazione di oltre 60 associati. Durante l’incontro dell’associazione nazionale del commercio prodotti lattiero caseari, infatti, erano presenti l’analista Christophe Lafougère di Gira food, con un intervento dal titolo “Dairy: cosa ci aspetta nel secondo semestre del 2024?”, e David Doninotti di Aice – Associazione Italiana Commercio Estero, che ha parlato degli accordi di libero scambio in fase di discussione o in sospeso tra l’Unione europea e i diversi Paesi del mondo e delle strategie adottate dalla Ue nel corso del tempo. L’incontro si è concluso con il consueto pranzo conviviale fra gli addetti ai lavori con il presidente di Assocaseari, Gianni Brazzale, Emanuela Denti e il direttivo dell’associazione. Il prossimo appuntamento di Assocaseari è fissato per la fine dell’anno.

Assocaseari, i temi dell’assemblea: dai margini in calo alle politiche Ue

I famosi 48 centesimi di Granarolo”. E’ con questa frase che quasi tutti gli operatori della trasformazione lattiero casearia identificano il momento in cui tutto è cambiato, nel mondo del latte, per non tornare più indietro. L’istantanea di un fatto che quasi nessuno aveva previsto, accaduto nel marzo 2022, che non solo ha mutato lo scenario economico del momento ma si è trasformata in quella che viene chiamata la “nuova normalità”. E che porta con sé, ovviamente, una sofferenza sui margini della trasformazione. Dopo aver superato anche i 50, oggi il prezzo del latte viaggia tra i 40 e i 45 centesimi al litro, con una produzione stabile e prevista in lieve calo nei prossimi anni. “E sarà difficile per i trasformatori, in futuro, pagarlo meno di 45 centesimi. Questa ‘nuova normalità’, unita ad un aumento dei costi di lavorazione, ha già ridotto i margini per le aziende del settore“, ha spiegato Lafougère. Ma come adattarsi a questa situazione, per chi trasforma il latte? Latte fermentato e ingredienti offriranno molte opportunità di mercato, secondo Christophe Lafougère. E’ su questo che le aziende del settore lattiero caseario dovranno puntare per incrementare i margini; il siero, ad esempio, vede sempre maggiori applicazioni nei prodotti ad alto contenuto proteico e in quelli per gli sportivi, per gli anziani, nei prodotti clinici e nel pet food.

Oltre agli ingredienti derivanti dal latte, sempre maggiore sarà anche la richiesta di derivati dalla fermentazione di precisione. Secondo Christophe Lafougère “il futuro sarà ibrido. I fermentati, se aggiunti a prodotti a base latte, ne incrementano la sostenibilità e conferiscono funzionalità aggiuntive. Il settore della fermentazione ha attirato miliardi in investimenti. Non è dunque una moda. Chi oggi produce questa tipologia di prodotto sa che in futuro ne venderà. Non tutte le aziende del comparto ce la faranno, ma quelle che avranno successo occuperanno un’importante fetta di mercato, perché affiliate a grandi gruppi. Hanno infatti un ulteriore grande vantaggio: poter vendere crediti di carbonio”.

Infine, nel suo intervento, Doninotti di Aice ha analizzato lo stato dell’arte di tutto gli accordi di libero scambio dell’Ue in discussione, evidenziando anche le restrizioni che deriveranno dal green deal e dal concetto di reciprocità, oltre a mostrare come sia radicalmente mutata la politica dell’Unione sul tema degli accordi commerciale. Se, fino a qualche anno fa, l’obiettivo era quello di stringere più accordi possibili oggi, ai paesi extra Ue e alle merci in arrivo, viene chiesto di aderire a norme molto stringenti, spesso esclusiva Ue.

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