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Le previsioni Usda per la campagna 2022-2023: mais in calo (-3,2%), soia in crescita (+11,4%)

C’era molta attesa per le previsioni di Usda, il dipartimento dell’agricoltura Usa, sulla campagna 2022-2023 per mais e soia. Quello della disponibilità dei foraggi, e di conseguenza del loro prezzi, è un argomento molto caldo per il settore della trasformazione poiché si riflette drammaticamente sull’intera zootecnia, sia in termini di disponibilità che di prezzo del latte. Sopratutto per ciò che riguarda il mais, che nel 2022 ha registrato una crescita di oltre il 40% rispetto ai prezzi 2021 ed è coltivato in aree interessate dal conflitto fra Russia e Ucraina, con tutte le conseguenze del caso. Ed anche per quanto riguarda le previsioni è il mais a preoccupare mentre la produzione di soia è prevista in aumento dell’11%. E anche sul fronte prezzi, non si registrano significative differenze, oggi, rispetto al 2021. per entrambe le materie prime, si prevedono crescite produttive importanti dei paesi del Sud America.

Mais: produzione mondiale in calo del 3,2% rispetto alla campagna precedente

Secondo le stime elaborate ad agosto da Usda, la produzione mondiale di mais nella campagna 2022-2023 raggiungerà 1.179,6 milioni di tonnellate, con un calo del 3,2% rispetto alla campagna 2021/22 (1.218,8 Mt) dovuto alla diminuzione della produzione in alcuni dei principali paesi produttori come Stati Uniti, Cina, Unione europea, Russia e Ucraina.

Per gli Stati Uniti, infatti, la produzione dovrebbe attestarsi a circa 364,7 Mt, in calo del 5,0% rispetto alla campagna precedente (383,9 Mt); per la Cina è previsto un calo dello 0,6% e un volume di produzione che raggiungerebbe i 271 Mt. L’Unione europea diminuirebbe del 15,5%, con 60 Mt, mentre Russia e Ucraina scenderebbero dell’1,5% e del 28,8%, con produzioni che raggiungerebbero rispettivamente 15 e 30 Mt. Per contro, Usda stima una crescita significativa per il Brasile, dove la produzione aumenterebbe dell’8,6% (126 Mt), mentre l’Argentina crescerebbe del 3,8% con 55 Mt.

Per quanto riguarda il commercio internazionale, si stima che le esportazioni mondiali di mais diminuiranno del 7,4%, passando da 200,4 Mt della campagna 2021/22 a 185,6 Mt di quella 2022-2023. Ciò sarebbe dovuto, in buona parte, al calo delle esportazioni da Ucraina (-49,0%), Unione Europea (-53,4%) e Stati Uniti (-3,1%). Viceversa, l’offerta esportabile dal Sud America aumenterebbe del 5,6% per il Brasile (47 Mt) e del 5,1% per l’Argentina (41 Mt). Sul fronte acquisti, la Cina richiederebbe importazioni di mais per 18 Mt, con una diminuzione del 21,7% nonostante la riduzione nella produzione interna, mentre Vietnam, Unione Europea e Iran aumenterebbero le loro importazioni a un tasso, rispettivamente, del 25%, 18,8% e 11,8%.

Soia: attesa una crescita dell’11,4%

La produzione mondiale di soia per la campagna 2022/23 aumenterebbe dell’11,4% rispetto alla precedente, passando da 352,7 a 392,8 Mt. Nel dettaglio, il raccolto brasiliano raggiungerebbe i 149 Mt, con un incremento del 18,3% rispetto alla raccolta precedente (126 Mt), quello statunitense crescerebbe del 2,1%, passando da 120,7 a 123,3 Mt, mentre per l’Argentina è prevista una crescita del 15,9% con una produzione di 51 Mt.

La classifica dei paesi esportatori sarebbe guidata dal Brasile con 89 Mt, in crescita dell’11,3% rispetto alla campagna precedente (80 Mt), mentre gli Stati Uniti raggiungerebbero un volume di esportazione di 58,6 Mt, pari ad un calo dello 0,2% rispetto al raccolto precedente (58,8 Mt). La Cina importerebbe 98 Mt, in crescita dell’8,9% rispetto al ciclo 2021/22.

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