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Nuova Zelanda: ancora in calo l’export. Cresce la quota di mercato Ue

Continua a registrare un andamento calante l’export dalla Nuova Zelanda, che si conferma anche a maggio secondo l’analisi Assocaseari del report Trade Data Monitor, dovuto principalmente alla continua contrazione della domanda cinese, che nel 2021 era stata invece molto forte. La buona performance per l’export di butteroil, +58% magg.’22/magg.’21, è dovuta ai prezzi vantaggiosi rispetto al burro. Le esportazioni di Smp, nei primi cinque mesi dell’anno, sono aumentate del 6% rispetto allo stesso periodo 2021, grazie ad un’ottima domanda dei Paesi del Sud-Est Asiatico: Indonesia, Thailandia e Malesia sono aumentate rispettivamente dell’81%, 49% e 55% genn-magg’22/genn-magg’21. Anche se, nel mese di maggio, registrano il segno meno (-22%). In calo anche il burro (-19%) e la crema (-37%).

Quanto alle esportazioni di formaggio, si registra una diminuzione del 10% nei primi cinque mesi dell’anno, se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente, con cali da parte di tutte le principali destinazioni ad eccezione del Giappone, il secondo mercato più grande per il formaggio neozelandese dopo la Cina. Nel solo mese di maggio, il calo è del 30%.

Per quanto riguarda invece le importazioni, secondo il report Trade Data Monitor, tutti i prodotti risultano in calo. Il lattosio è complessivamente in diminuzione, sia a maggio (-16%) che nei primi cinque mesi dell’anno (-2%); la Ue ha aumentato la sua quota di mercato in Nuova Zelanda, con una crescita dell’11% genn-magg’22/genn-magg’21. L’Unione europea è l’unico fornitore di siero, le cui importazioni neozelandesi sono però in continuo calo, con -66% magg.’22/magg.’21 e una diminuzione del 58% nei primi cinque mesi del 2022.

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