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Parmigiano Reggiano verso il cambio di statuto: stop ai formaggi ‘comparabili’

Lo stop alle produzioni dei cosiddetti similari dovrebbe essere fra i punti dell’assemblea del Parmigiano Reggiano, in programma oggi. Le riunioni provinciali dei produttori della Dop, che si sono tenute nelle scorse settimane, hanno infatti registrato un consenso unanime verso questa modifica, dopo le polemiche seguite alla trasmissione Report, che avevano aperto un serrato confronto fra la compagine sociale del Consorzio sul tema delle produzioni alternative. Da Reggio Emilia a Modena, da Mantova a Bologna c’è stato infatti quasi un plebiscito a favore delle modifiche da apportare allo statuto del Consorzio. Solo a Parma si è registrato un confronto più vivace, ma la strada sembrerebbe segnata.

La proposta che il Cda dovrebbe presentare oggi in assemblea prevede che nessun consorziato possa più produrre formaggi similari al Parmigiano Reggiano, con una stagionatura oltre i 60 giorni e con una forma superiore ai 10 kg. Le nuove norme, però, dovranno essere approvate con il 60% dei voti dei consorziati. Ci si attende la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere di questo tema, che dovrebbe portare alla modifica statutaria. Fra i convinti sostenitori di questa modifica c’è il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli. Ed è proprio dal formaggio ‘Senza’ prodotto dall’azienda di Nicola Bertinelli, mostrato a Report, era partito il dibattito che dovrebbe portare alla nuova politica del Consorzio. Bertinelli, inizialmente, si era anche autosospeso dalle cariche in Coldiretti, decisione poi rientrata dopo che il Cda del Consorzio aveva stabilito che il Senza, formaggio prodotto con caglio vegetale, non è un similare del Parmigiano Reggiano e che quindi non vi era alcuna incompatibilità fra la carica di presidente e la sua produzione. Con una nota ufficiale, infatti,  il consorzio aveva tracciato il perimetro preciso del “lecito” e del “non lecito”, specificando la linea di demarcazione tra similari e produzioni ammesse. 

Oggi la strada sembra tracciata anche se la vicenda delle produzioni alternative riguarda diverse aziende del comprensorio. Ma, anche se tutto sembra ormai deciso, c’è sempre spazio per qualche colpo di scena.

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