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Pratiche sleali: i deperibili vanno pagati entro 30 giorni

Il tema della deperibilità, come previsto dal decreto 8/2021 sulle pratiche sleali nell’agroalimentare che ha recepito la direttiva Ue, stava mettendo in grossa difficoltà il settore lattiero caseario. Rispetto all’articolo 62, infatti, le nuove regole legano la deperibilità dei prodotti alla loro shelf life e non a precisi parametri chimico fisici come in precedenza. Un fatto che si riflette direttamente sui tempi di pagamento che, dopo la sua entrata in vigore, sono slittati, per i freschi, da 30 a 60 giorni, con inevitabile aggravio di oneri finanziari per le aziende, in un momento già particolarmente difficile. A mettere una pezza al problema dei tempi di pagamento per i freschi ci ha pensato un emendamento al decreto legge n.21/2022, contenente misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi Ucraina, approvato al Senato.

Il testo modifica il dlgs n 198/2021 disponendo il pagamento entro 30 giorni anche per i prodotti preconfezionati con data di scadenza non superiore a 60 giorni, i prodotti sfusi non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità, i prodotti a base di carne che presentano determinate caratteristiche e tutti i tipi di latte. L’emendamento rende le norme italiane più coerenti con l’impostazione europea della disciplina che regola le pratiche sleali all’interno della filiera agroalimentare e dovrebbe risolvere il nodo dei pagamenti, anche se resta aperto quello dei costi di produzione, che presenta ancora diverse problematiche in fase contrattuale, a partire proprio dalla determinazione dei costi per ciascuna controparte. Il testo sulle pratiche sleali, in vigore da novembre 2021, prevede che entro il prossimo 15 giugno tutti i contratti, anche quelli già in essere, si adeguino alle nuove regole.

Altri emendamenti agricoli al decreto energia approvati in senato riguardano la rateizzazione delle multe per le quote latte, che varierà da 13 a 30 anni in funzione dell’importo del debito del produttore, l’aumento della produzione di energia elettrica da biogas in ambito agricolo, consentendo il pieno utilizzo della capacità tecnica per gli impianti già in esercizio e superando così il limite della potenza ammessa per il riconoscimento degli incentivi, e misure di sostegno ai giovani agricoltori.

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