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Prezzo del latte: tutti gli ultimi retroscena. E intanto Coldiretti lancia la mobilitazione

La vicenda del prezzo del latte monta, di ora in ora, come la panna. E il rischio, in questi casi, è sempre quello di finire allo scontro ideologico o di trovarsi con soluzioni peggiori del problema che devono affrontare, ancor più se ci si mettono di mezzo la politica e le organizzazioni sindacali. D’altro canto, come abbiamo scritto, una delle ragioni di questa situazione è la scelta di contenere le produzioni Dop, per tenere alti i prezzi, scaricando sugli allevatori tutto il costo della folle rincorsa all’autosufficienza. E un altra è proprio il maldestro intervento patrocinato dallo stato, cioè quello del premio stalla.

Ma se qualcuno pensa che la questione sia che la trasformazione in generale stia pagando poco il latte sbaglia di grosso. Ci sono player di grande rilievo (da intendersi anche nel senso di latte raccolto) che stanno pagando, o pagheranno a febbraio, dai 42 ai 44 più iva premi e così via. Ma, al tempo stesso, e spesso si parla di aziende più piccole, ci sono casi che arrivano sotto ai 35 centesimi. Ci sono Dop che stanno pagando meno di altre e ci sono cooperative di acquisto latte che pagano bene i loro soci e molto meno chi non lo è. La questione è più complessa del semplice ‘alziamo il prezzo’, cosa che pure sta accadendo, anche se più lentamente che nel resto d’Europa.

Escludendo i furbi e gli speculatori, che ovviamente non mancano, ci sono temi strutturali. Certo, il mercato sta tirando. Ma è anche un mare in tempesta dove le condizioni possono cambiare velocemente: chi è molto sbilanciato sul mercato italiano, ad esempio, si trova stretto nella morsa fra aumento dei costi e listini bloccati. I prezzi al consumo stanno aumentando ma la corsa del retail alla promozione contro il carovita continua a rendere la situazione poco fedele al dato economico e a crescere non è certo il prezzo di acquisto dal fornitore. Nel caso dei formaggi, c’è anche chi, dalla parte della trasformazione, sta giocando su questi mancati aumenti, rendendo tutto ancora più opaco. Ma è chiaro che efficienza e organizzazione sono sempre più determinanti. L’industria alimentare è particolarmente energivora e per questo si appresta a trascorrere mesi difficili sul fronte dell’inflazione. E’ chiaro quindi che chi ha avuto la capacità di differenziare canali e prodotti, di rendere efficienti o di ridurre i consumi energetici, e ha una struttura capace di rispondere velocemente ai cambiamenti potrà affrontare questo periodo, anche con dati molto positivi. Ma non è così per tutti e non è così per tutti i prodotti. Il latte alimentare, per esempio, continua a restare la cenerentola del settore mentre altri prodotti, più di altri, sono sottoposti a notevole pressione promozionale.

Prezzo del latte, la mobilitazione di Coldiretti: c’è anche il maxi schermo

In queste ore, Coldiretti ha avviato il tam tam per una mobilitazione generale: “Da domani in tutta Italia, in ogni città, parte la mobilitazione di Coldiretti per la filiera latte per sensibilizzare il paese di fronte ai rincari delle materie prime delle nostre aziende”. Nelle diverse città le manifestazioni sono previste per la prossima settimana. Ma un altro appuntamento è quello fissato per lunedì 14, in occasione di un incontro fra l’assessore lombardo Fabio Rolfi, la Gdo e le organizzazioni industriali e sindacali. Un web meeting che Coldiretti intende rendere pubblico, come spiega ai suoi associati nel messaggio che sta girando via whatsapp: “Caro produttore, lunedì 14 c.m ci sarà l’incontro via web con l’Assessore-Grande Distribuzione-Industriali -Organizzazioni Sindacali e Presidenti che rappresentano la produzione, per definire finalmente il prezzo del latte… DEVI NECESSARIAMENTE essere presente per sentire con le tue orecchie le loro proposte, e poi decidere il da farsi. Per questo sei invitato (E NON MANCARE) a Torrimpietra c/o “Corte di Arenaro” alle ore 14, dove sarà allestito un maxi-schermo. Inoltra questo messaggio a più colleghi possibili… Dobbiamo dimostrare che la produzione è più che mai compatta nel chiedere un prezzo del latte più equo e dignitoso per le nostre aziende. Chi non sapesse dove recarsi, l’appuntamento è per le ore 13.40 c/o Testa di Lepre (Coop della carne). VENITE NUMEROSI…. Grazie”.

Le tensioni in casa Grana Padano

Pare stiano facendo molto discutere le dichiarazioni del direttore generale del Consorzio della Dop più consumata al mondo, Stefano Berni, che nel corso di un webinar organizzato da Coldiretti Brescia ha spiegato, proprio in tema di prezzo del latte: “In questo momento, la remuneratività del latte trasformato a Grana Padano, in un caseificio ben condotto, non è inferiore ai 52 centesimi litro (più iva). E il mercato sta tirando”. Pare che proprio Berni sia da giorni in pressing sulla trasformazione perché il prezzo del latte si avvicini ai 44 centesimi al litro pagati da una delle principali aziende associate. Due cose che pare non siano però piaciute ad alcuni soci del Consorzio, fra quelli che ovviamente stanno pagando prezzi più bassi, tanto che avrebbero richiesto un incontro urgente al dirigente per fronteggiare le inevitabili richieste dei conferenti che, forti delle parole di Berni, sono tornati subito alla carica nei confronti delle aziende cui vendono il latte.

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