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Egitto: rinviato al 15 dicembre l’obbligo di certificati Halal

La vicenda dei certificati Is Eg Halal, obbligatori in Egitto dal 1° ottobre per i prodotti lattiero caseari, sta creando diverse difficoltà all’export agroalimentare verso il paese arabo. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro fra una delegazione di ambasciate di Ue, Usa e Canada e le autorità egiziane, che ha ottenuto un primo segnale di apertura del ministero dell’Agricoltura: l’introduzione di una sospensione fino al 15 dicembre 2021, durante il quale la certificazione rilasciata dall’ente egiziano Is Eg Halal sarà volontaria.

Certificati Halal: le preoccupazione di Ue, Usa e Canada

A preoccupare gli operatori internazionali sono diversi aspetti fra i quali, in primis, il fatto che la misura sia stata introdotta senza informare la comunità internazionale e senza essere notificata al Wto. La mancanza di informazioni scritte sulle nuove procedure di certificazione, inoltre, crea incertezze giuridiche ed economiche per gli operatori, tanto che alcune spedizioni oggi sono ferme nei porti di partenza. Le misure relative al latte e ai prodotti lattiero caseari entrate in vigore il 1° ottobre 2021, secondo la delegazione, sono prive di base legale. A creare molte difficoltà è anche il fatto che la certificazione possa essere ottenuta esclusivamente tramite Is Eg Halal. Europa e America chiedono che la certificazione Is Eg Halal sia volontaria (almeno per i beni diversi dalla carne), e che sia il consumatore a scegliere, sulla base dell’etichetta, quale cibo acquistare. Inoltre, la certificazione di Is Eg Halal per le spedizioni che provengono da stabilimenti già certificati Halal da altre aziende, porta a maggiori costi dei prodotti offerti nel mercato egiziano, già alle prese con problemi di sicurezza alimentari aggravati dalla scarsità globale di cibo legata alla pandemia.

Il punto di vista delle autorità egiziane

Appaiono distanti le argomentazioni espresse nel corso dell’incontro dal governo egiziano, che non sembra voler rinunciare al provvedimento, né in merito all’obbligatorietà né per quanto riguarda il tema dell’ente certificatore. Nel corso del summit, secondo il report di Assocaseari, è stato ribadito che, in base alla sua costituzione, l’Egitto è un paese musulmano, pertanto il governo ha il dovere di assicurare che tutto il cibo sia Halal oppure dichiarato come non-Halal. Le autorità inoltre, ritengono di avere il diritto di assegnare a enti specifici la certificazione Halal del cibo importato nel paese ed hanno espresso la loro insoddisfazione rispetto ai processi di certificazione precedentemente offerti dalle società internazionali. Il governo ha poi assicurato che nessuna spedizione è stata fermata al confine per mancanza della certificazione di Is Eg Halal e che l’Egitto sarà flessibile in relazione alla questione dell’etichettatura, concedendo alle imprese alcuni mesi per adeguare le proprie etichette. Inoltre, nel corso dei prossimi due mesi l’Egitto informerà per iscritto la comunità internazionale sulla nuova misura, inclusa una descrizione dettagliata della procedura di certificazione e le informazioni relative alla copertura esatta dei prodotti (con codici HS), dei tempi e dei costi. Infine, prima del 15 Dicembre 2021, l’Egitto modificherà anche gli standard halal del 2014 per renderli più chiari e flessibili.

I costi della certificazione Is Eg Halal

Is Eg Halal, che secondo il governo egiziano ha già certificato i 119 stabilimenti di latte e prodotti lattiero caseari nel mondo, prevede un costo per spedizione di 450 Usd per container di prodotti lattiero caseari e 500 Usd per container di carne. Una tariffa che, secondo le autorità egiziano, è nettamente più economica delle altre compagnie di certificazione Halal, che mediamente applicano una tariffa di circa 1.800 Usd per container. Anche sulla tempistiche, il governo rassicura: la procedura è molto veloce, circa 72 ore.

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