USA: prezzi del latte in recupero dopo l’avvio debole del 2026. L’offerta resta elevata
Il mercato del latte Usa mostra segnali di recupero dopo un inizio d’anno debole, in un contesto ancora caratterizzato da livelli produttivi elevati. A gennaio, il prezzo medio del latte (“all-milk price”) si era attestato al livello più basso per il mese dal 2021, a causa di una produzione in crescita di oltre il 3% rispetto all’anno precedente.
Usa: ripresa dei prezzi del latte a febbraio
A febbraio si è registrata una prima inversione di tendenza, con un aumento di circa il 5%. Il recupero è stato sostenuto dalla domanda, in particolare sui mercati export, nonostante la produzione sia rimasta su livelli elevati. Anche i prezzi all’ingrosso dei principali prodotti lattiero-caseari hanno mostrato un rafforzamento, con aumenti per formaggi, burro, latte scremato in polvere e siero. Le esportazioni nei primi due mesi dell’anno risultano in crescita di oltre il 10% su base annua.
Produzione: la revisione al rialzo delle stime USDA
Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), la produzione di latte continua a crescere. Le ultime stime sono state riviste al rialzo di circa 270.000 tonnellate, con un incremento annuo complessivo previsto di circa 1,6 milioni di tonnellate. La redditività legata all’incrocio carne-latte continua a influenzare le scelte degli allevatori, contribuendo a mantenere elevati i livelli produttivi.
La crescita è trainata principalmente dall’aumento del numero di capi, che compensa un rallentamento della produttività per vacca. L’aumento dei volumi continua a rappresentare il principale fattore di pressione sul mercato. Allo stesso tempo, la domanda – in particolare internazionale – sta contribuendo a sostenere i prezzi e ad assorbire parte dell’offerta. Il quadro che emerge è quello di un mercato con segnali di miglioramento, ancora esposto a volatilità.
