Stati Uniti: bene l’export di formaggi. Significativo rallentamento dell’import dalla Ue (-67%)
Si fa sentire pesantemente l’effetto dei dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’import di formaggi, infatti, si osserva un significativo rallentamento, proprio per effetto dei tributi imposti dal presidente Donald Trump, con volumi provenienti dall’UE, che fornisce al mercato americano i due terzi della merce importata, in calo del 67%. Si è registrato un andamento simile anche per il burro, le cui spedizioni dall’Irlanda sono diminuite di circa il 3200%, attestandosi a maggio a sole 881 tonnellate. Dati che confermano la performance importante del settore lattiero-caseario Usa ad aprile, trainato da un consumo di formaggi da record e da una produzione robusta in tutte le categorie chiave. Secondo gli ultimi dati USDA e le analisi di settore, i caseifici americani hanno operato a piena capacità o quasi, a testimonianza della forte domanda. Questa impennata ha portato a un aumento significativo sia dei consumi interni che dei volumi di esportazione, dopo le difficoltà di inizio anno.
Le esportazioni lattiero casearie dagli Stati Uniti, a maggio, sono diminuite in equivalente latte poiché tutti i derivati del siero hanno registrato perdite, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. A cominciare dall’export di siero in polvere, che è calato del 22% nel confronto magg.’25/magg.’24, principalmente a causa della disputa commerciale con la Cina (-70%). Le spedizioni di lattosio e WPC sono diminuite per lo stesso motivo, poiché la Cina è la destinazione principale per questi prodotti. I flussi di formaggio, invece, anche a maggio hanno continuato a crescere, trainati soprattutto dagli acquisti di Corea del Sud, Giappone, Australia e Cile. Il Messico e i mercati latinoamericani minori hanno guidato il modesto aumento delle spedizioni di latte scremato in polvere (SMP), tuttavia la performance da inizio anno rimane negativa. Infine, l’aumento delle esportazioni di grasso butirrico, principalmente verso i paesi limitrofi Canada (burro) e Messico (AMF), si conferma eccezionale.

Usa: consumo interno di formaggi al massimo storico
Il rallentamento causato dai dazi è già di per sé un fatto negativo, ancor più guardando alle notizie di questi giorni. Ma il danno rischia di essere doppio se si considera che in questo momento i formaggi sono protagonisti nel mercato americano. Ad aprile il consumo di formaggi negli Stati Uniti ha raggiunto il massimo storico di oltre 500mila tonnellate, con un aumento dell’1,5% rispetto ad aprile 2024. Il consumo interno rappresenta circa il 90% del totale, a dimostrazione del forte interesse per i formaggi negli Stati Uniti.
Anche all’estero i dati sono positivi: ad aprile, le esportazioni di formaggio hanno raggiunto le 49.000 tonnellate per il secondo mese consecutivo, con un aumento dei volumi del 7% su base annua. Incrementi significativi in mercati chiave come Giappone (+29%), America Centrale (+31%), Australia (+42%) e Sud-est asiatico (+37%).
