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Scioperi allo stabilimento Fonterra di Bayswater, in Oceania: a rischio le forniture natalizie

Lo stabilimento Fonterra Oceania di Bayswater è al centro di una crescente tensione sindacale che rischia di avere effetti diretti sulla produzione in vista del periodo natalizio, cruciale per le vendite. Dal 5 settembre, infatti, i lavoratori hanno avviato scioperi intermittenti dopo oltre sei mesi di trattative senza esito con la direzione aziendale. La protesta è guidata dalla United Workers Union (UWU), che rappresenta i lavoratori.

Le richieste principali riguardano la sottoscrizione di un contratto quadriennale, un aumento delle indennità di sicurezza (legate ad attività fisicamente rischiose come il sollevamento di carichi pesanti o la gestione di sostanze chimiche) e pacchetti più favorevoli in caso di ristrutturazioni aziendali. Secondo i dipendenti, le richieste sono “modeste” rispetto alle condizioni già garantite in altri siti Fonterra, ma necessarie per allineare lo stabilimento di Bayswater agli standard di settore.

La direzione ha risposto con una proposta che prevede un aumento salariale complessivo del 10% distribuito su tre anni, un ampliamento delle opzioni di congedo e un piano di ridimensionamento di 52 settimane. Il sindacato ha giudicato insufficiente queste misure.

Ad oggi, Fonterra afferma che la produzione non è stata compromessa, ma ha avvertito che altri scioperi potrebbero avere un impatto diretto sulla capacità di garantire le forniture. Il rischio più grande riguarda i mesi di novembre e dicembre, quando la domanda di prodotti come Western Star, Bega Cheese e altri marchi distribuiti da Fonterra aumenta sensibilmente. Una prolungata instabilità potrebbe infatti compromettere l’evasione degli ordini dei retailer.

Il contesto rende la vicenda ancora più delicata: Fonterra sta infatti finalizzando la vendita della divisione Oceania a Lactalis per circa 3,4 milioni di dollari statunitensi. Preoccupati gli operatori B2B: i retailer potrebbero trovarsi a gestire contratti di fornitura a rischio, mentre distributori e trasformatori devono valutare scenari di approvvigionamento alternativi.