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OCM latte, al Parlamento UE proposta di rafforzare intervento pubblico e strumenti anticrisi

La bozza del relatore Éric Sargiacomo prevede soglie legate ai costi di produzione, ammasso privato più ampio per i formaggi e riduzione volontaria della produzione in caso di crisi

La revisione dell’Organizzazione comune dei mercati entra nella fase parlamentare e riporta al centro il tema degli strumenti di gestione delle crisi nel settore lattiero-caseario. Il relatore del Parlamento europeo, Éric Sargiacomo, eurodeputato francese del gruppo S&D, ha presentato la bozza di relazione sulla revisione del regolamento OCM, nell’ambito della più ampia riforma della PAC.

Gli eurodeputati avranno tempo fino al 15 luglio per presentare emendamenti. L’adozione della posizione del Parlamento è prevista entro la fine del 2026, mentre i negoziati con il Consiglio dovrebbero iniziare nel 2027.

Per il settore latte, la bozza contiene alcune proposte di forte impatto: aggiornamento delle soglie di intervento pubblico per burro e latte scremato in polvere, revisione periodica legata ai costi medi di produzione, apertura dell’intervento pubblico per tutto l’anno, ampliamento dell’aiuto all’ammasso privato per i formaggi e possibilità di introdurre regimi temporanei e volontari di riduzione della produzione.

Soglie di intervento legate ai costi di produzione

Il punto più rilevante riguarda l’intervento pubblico. La bozza propone di rivedere le soglie di riferimento per burro e latte scremato in polvere utilizzate nell’ambito del regime di intervento. La Commissione sarebbe tenuta a riesaminarle ogni due anni e a fissarle all’80% dei costi medi completi di produzione osservati nell’Unione europea.

Si tratta di un cambiamento sostanziale. Oggi il prezzo di intervento per il latte scremato in polvere è pari a 1.690 euro/tonnellata e coincide con la soglia di riferimento. Per il burro, invece, il prezzo di intervento è pari a 2.417,15 euro/tonnellata, corrispondente al 90% della soglia. Collegare le soglie ai costi medi completi di produzione significherebbe alzare di fatto il livello di prezzo al quale l’intervento pubblico può diventare operativo.

La proposta risponde a una critica ricorrente del settore: gli strumenti di intervento esistenti sono spesso considerati troppo bassi rispetto ai costi reali sostenuti dagli allevatori e quindi poco efficaci nel prevenire crisi di reddito. Legare le soglie ai costi medi di produzione introdurrebbe un riferimento più dinamico e più vicino alla realtà economica delle aziende agricole.

La bozza prevede inoltre che, ogni volta che i prezzi di mercato scendano sotto tali soglie, la Commissione debba proporre misure di riequilibrio entro due mesi.

Intervento pubblico tutto l’anno e riserve alimentari

Un altro elemento riguarda la durata dell’intervento pubblico. La proposta del relatore prevede che l’intervento sia aperto durante tutto l’anno e non soltanto nel periodo compreso tra il primo febbraio e il 30 settembre, come previsto dalla Commissione.

La relazione propone inoltre che i prodotti acquistati nell’ambito dell’intervento pubblico possano essere rivenduti agli Stati membri per la costituzione di riserve alimentari strategiche. In questo modo si creerebbe un ulteriore sbocco per le scorte di intervento, collegando la gestione del mercato alla sicurezza alimentare. Resta però da capire come questa ipotesi potrebbe essere gestita sul piano operativo, soprattutto per prodotti deperibili o con esigenze specifiche di conservazione e rotazione.

Ammasso privato più ampio per i formaggi

La bozza mantiene senza modifiche l’aiuto all’ammasso privato per burro e latte scremato in polvere. Per i formaggi, invece, propone un ampliamento significativo: l’aiuto sarebbe disponibile per tutti i formaggi che possono essere conservati per un determinato periodo, eliminando l’attuale limitazione alle sole Dop e Igp.

L’attuale impostazione infatti concentra lo strumento sui formaggi a denominazione, riconoscendo il loro legame con tempi di maturazione, valore territoriale e gestione dell’offerta. Estendere l’ammasso privato anche ad altri formaggi conservabili significherebbe ampliare la platea dei prodotti eleggibili e rendere lo strumento applicabile a tutti.

Riduzione volontaria della produzione

La bozza propone anche di rafforzare gli strumenti per la gestione delle crisi, autorizzando esplicitamente la Commissione a introdurre, in caso di sovrapproduzione o gravi perturbazioni del mercato, regimi temporanei e volontari di riduzione della produzione di latte.

Una revisione che può cambiare gli strumenti del mercato latte

La bozza Sargiacomo non è ancora la posizione del Parlamento europeo. Gli emendamenti degli eurodeputati potranno modificarla in modo significativo e il negoziato con il Consiglio inizierà solo nel 2027. Tuttavia, il testo indica una direzione politica precisa: rendere l’OCM più reattiva, più legata ai costi di produzione e più attrezzata per intervenire in caso di crisi del latte.

Per il settore lattiero-caseario, il passaggio tocca strumenti concreti e, come si è visto in passato, anche “pericolosi”: intervento pubblico, ammasso privato, riduzione volontaria della produzione, gestione delle scorte e rapporto con le importazioni.