Latte: prezzo, calo della domanda e disdette. Il Masaf convoca un incontro il 2 dicembre
C’è preoccupazione, in Lombardia, fra gli allevatori: non solo per la discesa del prezzo del latte e il temuto tonfo di gennaio 2026 ma anche per le disdette dei contratti di conferimento arrivate a fine ottobre ad alcune stalle. Come sempre, la distanza è la prima ragione con cui vengono giustificate queste decisioni ma, da sempre, è in momenti come quello che stiamo vivendo, con un drammatico cambiamento dello scenario globale e un surplus di offerta, che vengono prese. Anche per avere il tempo di capire meglio quali direzioni prenderà il mercato e, dunque, il prezzo. Non stupisce dunque che i trasformatori stiano cercando di alleggerirsi di latte e costi e che per chi resta fuori sia difficile trovare una nuova collocazione. La situazione attuale ha spinto il Masaf guidato da Francesco Lollobrigida a convocare, il 2 dicembre, un Tavolo latte con le organizzazioni di categoria e l’industria, per valutare possibili misure di intervento. Dal canto loro, gli allevatori chiedono che l’incontro non si limiti a una fotografia dell’esistente, ma apra a strumenti concreti su gestione dei volumi, contratti e sostegno al reddito nelle aree più esposte.
Attualmente il quadro è chiarissimo: nella seduta del 17 novembre il prezzo del crudo spot in cisterna, franco arrivo latteria, sulla piazza di Milano oscillava tra 46,40 e 47,94 euro per 100 litri, in calo di oltre il 30% rispetto a dodici mesi fa e, soprattutto, sotto la soglia dei 50 euro per 100 litri che aveva retto per buona parte del 2024 e dei primi mesi del 2025. Già nella settimana 20-25 ottobre il latte nazionale spot si collocava intorno a 515 euro per tonnellata, con un calo tendenziale di circa 20%, mentre il latte estero pastorizzato tedesco e francese viaggiava tra 455 e 475 euro per tonnellata, con una flessione annua vicina al 30%. Il differenziale di prezzo a favore del latte nazionale era di circa 50 euro per tonnellata, contro i 5 euro di fine settembre, segno di un rapido peggioramento della competitività del prodotto italiano rispetto a quello importato. A questo poi si aggiungono le tante facce del latte italiano, che incidono sul mercato con andamenti ben diversi: quello destinato alle big Dop, quello a contratto e lo spot, in rapida discesa.
