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Latte: disponibilità in calo, buona la domanda

Il caldo ha ridotto la raccolta e ristretto la disponibilità di latte, mentre la domanda resta buona. Salgono spot, crema, burro e polveri, mentre anche sui formaggi commodity emergono richieste di aumento. Il confronto con un anno fa resta pesante.

Il mercato lattiero-caseario torna dalla pausa estiva con un quadro più teso rispetto a quello osservato a inizio agosto. La disponibilità di latte intero e scremato si è ridotta sia sul mercato europeo sia su quello italiano, anche per effetto del caldo e della contrazione della raccolta, mentre la domanda si mantiene buona. Il risultato è una pressione rialzista che nelle ultime settimane ha progressivamente interessato il mercato.

Come nel caso del latte spot italiano. Nella rilevazione del 24 agosto il crudo nazionale a Milano è salito del 5,8%, portandosi fra 44,50 e 47 euro per 100 kg, dopo i 42-44,50 euro dell’ultima quotazione disponibile di inizio mese. Un recupero significativo, che va letto nella giusta prospettiva. Rispetto a un anno fa lo spot italiano resta inferiore di circa il 20,8%, mentre il prezzo medio del latte alla stalla nei 13 Paesi Ue monitorati da Clal registra a luglio una flessione del 20,7%.

A restringere la disponibilità è stata soprattutto l’ondata di caldo che ha attraversato buona parte dell’Europa. La contrazione estiva interviene però dopo mesi caratterizzati da produzioni abbondanti. L’Italia si avvia, secondo le stime diffuse, verso una produzione annua vicina ai 14 milioni di tonnellate, superiore a quella del 2025.

Crema in forte recupero

Fra i movimenti più evidenti c’è quello della crema. Nelle ultime tre settimane la disponibilità è diminuita mentre la richiesta è aumentata, sia sul mercato europeo sia su quello italiano, determinando un deciso rialzo dei prezzi.

Il movimento si sta trasferendo anche al burro. A Kempten le quotazioni del burro di centrifuga sono aumentate di 5 centesimi sia sul minimo sia sul massimo, portandosi rispettivamente a 4,05 e 4,15 euro/kg, per una media tedesca di 4,10 euro. L’Olanda è salita di 2 centesimi, a 3,95 euro/kg, mentre la Francia non ha quotato. La media fra Germania e Olanda si porta così a 4,025 euro/kg. Anche Milano segue il movimento: il 24 agosto il burro di centrifuga è aumentato di 5 centesimi, raggiungendo 4 euro/kg. Resta tuttavia enorme la distanza rispetto ai livelli di un anno fa.

Polveri e commodity più sostenuti

Segnali positivi arrivano anche dalle polveri. Le quotazioni del latte scremato in polvere sono aumentate in tutti e tre i principali Paesi europei monitorati, mentre il latte intero in polvere è salito in Germania e Olanda ed è sceso in Francia.

Anche il siero ha registrato incrementi in Germania e Olanda, mentre Milano è rimasta invariata. Nel confronto annuale la componente proteica continua peraltro a mostrare una dinamica molto diversa da quella del grasso: l’indicatore della SMP è superiore del 21,5% rispetto a un anno fa e quello della polvere di siero del 42,5%.

Qualche movimento interessa infine i formaggi. Nell’ultima settimana sono aumentate a Verona le quotazioni del Grana Padano fuori sale e stagionato 10-12 mesi e a Mantova quelle del Parmigiano Reggiano 24 e 30 mesi. Milano ha invece lasciato invariati tutti i formaggi nella seduta del 24 agosto. Più vivace appare il mercato dei formaggi commodity europei, dove emergono richieste di aumento praticamente su tutte le tipologie.