Gorgonzola Dop: preoccupano il prezzo del latte e le guerre commerciali
E’ una serata che anticipa l’estate quella in cui si è svolta, all’Hotel Westin Palace di Milano, l’Assemblea Generale dei Soci del Consorzio Gorgonzola Dop, l’incontro annuale in cui si riuniscono le 37 aziende consorziate per fare il punto sulla produzione della Dop. Appuntamento tradizionale, quello che si è celebrato il 23 maggio è un momento di scambio, confronto, di racconto, di idee e convivalità. Dove, a tener banco, ci sono state le preoccupazioni per il prezzo del latte, che continua a crescere, e per tutte le tensioni internazionali che minacciano un export in crescita. Sul palco, il presidente del Consorzio Gorgonzola Antonio Auricchio, il consulente scientifico del Consorzio Prof. Erasmo Neviani e i medici e content creator del collettivo HEIMI Salute e Nutrizione con cui il consorzio ha collaborato, oltre a ospiti e personalità delle istituzioni.
Gorgonzola Dop: i dati 2025
A fare gli onori di casa il Presidente Antonio Auricchio che ha presentato in apertura gli incoraggianti dati del 2024 e dell’inizio di quest’anno. “Il 2024 è stato un anno record – dichiara Auricchio – con oltre 5 milioni 277mila forme prodotte, il dato più alto di sempre, e anche l’andamento di quest’anno è positivo: al 30 aprile la produzione di Gorgonzola Dop si è attestata su 1.790.600 forme – circa 15mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – con una crescita di poco meno dell’1%”. Auricchio sottolinea l’impegno delle aziende produttrici, ma non ignora le incognite e il contesto non facile con cui si è aperto il 2025: “Tra costi energetici che continuano ad essere altissimi, il prezzo del latte che è cresciuto del 12-13% rispetto allo scorso anno e il clima di incertezza provocato dalla guerra commerciale c’è preoccupazione per il futuro. Al prossimo Summer Fancy Food, che si terrà a giugno a New York, parlerò con l’ambasciatrice perché Trump deve capire che la sua politica commerciale penalizza anche i suoi concittadini ed è un’operazione che dal punto di vista economico non sta in piedi”. Tornando ai dati 2024 si registra la crescita, ma così alta, del Gorgonzola Dop piccante (+20,34%) mentre cala la produzione di Gorgonzola di tipo BIO (-7,81% rispetto al 2023).
L’Italia e il resto del mondo
Il 2024 si chiude in positivo anche per i consumi nazionali: +2,4% grazie a 400.000 famiglie in più (fonte YouGov). Le famiglie che mostrano la maggiore concentrazione e i più alti livelli di acquisto medio, sono principalmente di classe socio-economica alta o medio-alta, con 2 componenti e RA (responsabile acquisto) di 55 anni o più e senza figli. Si confermano sopra la media gli acquirenti del Nord, soprattutto Nord Ovest, dove si registrano anche le maggiori quantità acquistate. Nei canali d’acquisto, il Supermercato genera il 54,9% dei volumi e il 55,5% del valore; secondo canale di vendita il discount (vol. 21%; val. 18,7%) e in crescita il “tradizionale specializzato” (vol.2,4%; val. 2,8%). La modalità di acquisto in peso variabile al banco rappresenta oltre il 61% dei volumi. Nel 2024 l’export di Gorgonzola è cresciuto del 4,8%, per un totale di 26.188 tons esportate di cui 22.601 tons intra-UE (+5,4%) e le restanti extra-EU (+0,8%). Germania e Francia, con oltre 11,7k tons di formaggio esportato, sono i primi Paesi per importanza, seguiti da Spagna, Olanda, Polonia. In totale sono 87 gli Stati nel mondo dove nel 2024 si è consumato il Gorgonzola. Fanno invece registrare una leggera flessione (-1,4%) i dati export dei primi due mesi del 2025. Sul tema Auricchio ha le idee chiare: “Abbiamo bisogno della politica e dell’ICE per far crescere questi numeri. Da parte nostra è ben chiaro che non dobbiamo retrocedere di un millimetro sull’altissima qualità che è il nostro tratto distintivo.”. Fabio Leonardi, vice presidente del Consorzio, evidenzia il ruolo che possono avere i nuovi mercati ancora da esplorare e sottolinea come le aziende produttrici di Gorgonzola negli ultimi 30 anni sono state capaci di innovare e far crescere la produzione mantenendo inalterata la tradizionalità di una ricetta millenaria. All’Assemblea arrivano i saluti anche di Chiara Gelmini, prima vice presidente donna del Consorzio, che conferma l’impegno prioritario per la qualità.
