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Formaggi a latte crudo: in Trentino, Coop ci mette i cartellini di avvertimento

C’è la paura per i casi di infezione, ci sono i lotti sequestrati e c’è il calo delle vendite: la vicenda dei formaggi a latte crudo in Trentino continua a destare preoccupazione, dopo che alcuni bambini hanno mostrato problemi di salute in seguito al consumo di questi prodotti, successivamente ritirati dal mercato. E così la Sait, cooperativa che in Trentino gestisce il marchio Coop, ha deciso di correre ai ripari, segnalando ai clienti tutti formaggi a latte crudo, di qualsiasi tipo e provenienza, e istruendo il personale sulle informazioni da fornire al cliente, prima di tutto in ordine al consumo di bambini e persone fragili. Spiega Luca Picciarelli, direttore di Sait: “Abbiamo voluto fare una scelta di trasparenza, sia nei punti vendita direttamente gestiti sia nelle Famiglie Cooperative, e di corretta informazione al consumatore. Non è solo una questione di cartellini posizionati sulle forme di formaggio in vendita, gli addetti sono stati formati per consigliare al meglio i clienti esplicitando quelli che sono i consigli degli esperti”. Una mossa che, di fatto, anticipa quanto contenuto nell’iniziativa parlamentare presentata da Lorenzo Basso del Partito democratico e Matteo Rosso di Fratelli d’Italia, che chiede l’obbligo di etichettatura per tutti i prodotti caseari a latte crudo, esplicitando i rischi per i bambini al di sotto dei dieci anni. Intanto, la Provincia di Trento ha avviato un programma di informazione nelle malghe dove queste tipologie di formaggio vengono prodotte.

Formaggi a latte crudo: le decisioni della giunta provinciale

La giunta provinciale di Trento intanto ha approvato due delibere che riguardano i caseifici. La prima, ha spiegato l’assessore alla salute Mario Tonina in conferenza stampa, riguarda la condivisione di un protocollo tra la Provincia e la Federazione trentina della cooperazione “per garantire gli standard di sicurezza alimentare” per i formaggi a latte crudo, per esempio attraverso una corretta etichettatura dei prodotti, “ma soprattutto per promuovere un consumo sempre più consapevole dei prodotti lattiero-caseari a latte crudo”.

“Non è un inizio, ma un rafforzamento di quello che si sta facendo da anni”, ha precisato Tonina, che ha riferito di aver incontrato i pediatri di libera scelta, i quali “si sono impegnati a portare le giuste informazioni” ai loro pazienti. Una seconda delibera riguarda invece il caseificio sociale di Predazzo e di Moena, a cui sarà affiancato il dottor Mauro Fezzi, già presidente della Federazione allevatori e della Federazione della cooperazione, “che garantirà nei prossimi mesi un aiuto al caseificio di Predazzo”, dopo il ritiro, da parte del Ministero della salute, di migliaia di forme di Dop Puzzone di Moena e di Moena Dop per una possibile presenza di Escherichia coli.