formaggi
enti & istituzioni

Filiera latte: fatturato industriale ed export in aumento. Cresce anche la fiducia dei consumatori

Mostrano una filiera latte che cresce ed è sempre più apprezzata i nuovi dati Ismea e Nomisma presentati nei giorni scorsi a Roma dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari (Confcooperative), nell’ambito della campagna “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, su struttura di filiera, mercati e percezioni dei consumatori. All’incontro hanno partecipato Giovanni Guarneri (Confcooperative Fedagripesca), Mariella Ronga (Ismea) e Chiara Volpato (Nomisma). Il quadro che emerge indica un settore in rafforzamento sui fondamentali economici e sull’export, e un consumatore più informato e fiducioso.

I numeri della filiera latte, secondo Ismea

Il lattiero-caseario conferma un peso centrale per l’industria alimentare italiana: 7,1 miliardi di euro di valore generato in fase agricola e 21,8 miliardi di euro in fase di trasformazione nel 2024. Nel 2025 l’industria segna +9% tendenziale; nel primo semestre 2025 l’export cresce +15,7% in valore e +5% in volume rispetto al 2024. L’Italia è quinto produttore Ue con oltre 13 mila tonnellate consegnate, circa 1,7 milioni di vacche e 23 mila allevamenti specializzati. Negli ultimi anni si consolida l’aggregazione: gli allevamenti più piccoli calano, mentre l’offerta si concentra in realtà medio-grandi. Al sistema cooperativo fanno capo 17 mila stalle, 540 imprese di trasformazione e oltre 13 mila lavoratori; la cooperazione raccoglie il 65% del latte nazionale e produce il 70% dei principali formaggi Dop.

Nel 2025 cresce anche la spesa delle famiglie per il comparto (peso 14% sul carrello). In volume, avanzano i formaggi freschi (+5,7% nei primi sette mesi) e gli yogurt (+6%), mentre arretra il latte fresco.

La survey Nomisma: fiducia e informazione

Incoraggianti i dati che emergono dalla Survey realizzata da Nomisma nell’ambito delle attività di monitoraggio del progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!,” con l’obiettivo di misurare come nel corso della campagna evolva il grado di conoscenza rispetto ai prodotti lattiero-caseari e ai relativi elevati standard qualitativi, nonché il livello di fiducia dei consumatori.

L’indagine mette in luce come latte, yoghurt e formaggi siano diffusi sulle tavole degli italiani, con il 98% della popolazione che li consuma più o meno regolarmente. Trai i criteri di acquisto di prodotti lattiero-caseari, convenienza e sconti ricoprono un ruolo di rilievo, accompagnati però da qualità, filiera tracciata e certificazioni, delineando come il passaggio dal prezzo al valore del prodotto sia un percorso da consolidare in modo consapevole. Al di là del consumo, rispetto alle precedenti survey di monitoraggio, cresce la fiducia nel latte e nei prodotti lattiero-caseari Made in EU, arrivando quasi a 8 italiani su 10: si conferma maggiore la fiducia negli uomini e tra i più giovani, e cresce con reddito e titolo di studio, con una correlazione positiva rispetto a chi ha consapevolezza degli elevati requisiti di qualità e sicurezza alimentare che li contraddistinguono.
Quando si parla di informazione sui prodotti alimentari, è prevalente chi cerca fonti ufficiali a conferma delle informazioni trovate online (44%), e aumenta il gruppo dei consumatori che si informa tramite web e social media (28%), indice di una progressiva affermazione dei nuovi canali digital.

Sulle fake news legate al mondo lattiero-caseario, 2 consumatori su 3 sono in grado di individuarle correttamente: l’eliminazione del lattosio appare un’informazione ancora poco conosciuta, ma in consolidamento, mentre su bevande vegetali e latte UHT permangono falsi miti ancora non del tutto sfatati. L’indagine ha poi esplorato la percezione degli italiani relativamente alla sostenibilità, con un focus sul comparto bovino da latte: un ambiente pulito e spazioso il concetto principalmente associato al benessere animale, tema su cui gli italiani cercano informazioni (ma sporadicamente) soprattutto su canali entertainment Tv e social.