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Export Gorgonzola in calo nel 2025: -2,14%, pesa la frenata della Germania

Le esportazioni del Gorgonzola Dop scendono a 25.445 tonnellate. Tengono Francia e Spagna, mentre calano Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti. Il Consorzio: “Si è accesa una spia rossa”.

Gorgonzola: export in lieve calo dopo anni di crescita

Nel 2025 l’export di Gorgonzola Dop si è attestato a 25.445 tonnellate, pari a circa 39% della produzione complessiva, registrando una flessione del 2,14% rispetto al 2024 secondo dati CLAL. Si tratta di un’inversione di tendenza dopo anni di crescita costante, che riflette un contesto internazionale più complesso per il commercio agroalimentare.

Secondo il presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop, Antonio Auricchio (foto), il calo è riconducibile a una combinazione di fattori, tra cui il rallentamento dei consumi in diversi mercati, l’aumento dei costi energetici e della materia prima e un clima di incertezza globale.

Germania in calo, tengono Francia e Spagna

Guardando alla distribuzione geografica dell’export, emergono dinamiche differenziate tra i principali mercati. La Francia si conferma primo mercato estero, con 511.494 forme importate e una crescita del 2,38%, arrivando ad assorbire circa un quarto dell’export complessivo.

Segno positivo anche per la Spagna, che raggiunge 175.580 forme con un incremento del 3,17%.

Di segno opposto l’andamento della Germania, secondo mercato per importanza, dove le esportazioni scendono a 432.793 forme, in calo del 6,9%. Arretrano anche i Paesi Bassi, con 90.737 forme e una flessione del 16%, oltre a diversi mercati dell’Europa orientale. In particolare si registrano cali in Polonia, pari al 1,9%, in Romania, dove la contrazione raggiunge il 15,7%, e in Ungheria, con un calo del 7,61%.

Europa a due velocità

Nel mercato europeo si evidenzia una dinamica disomogenea. Il Regno Unito registra una flessione del 6,58%, con 38.314 forme importate, mentre il Lussemburgo cresce del 8,8%arrivando a 113.952 forme e diventando il quarto mercato mondiale per il Gorgonzola Dop.

Accanto ai mercati maturi emergono segnali di forte crescita in Paesi più piccoli ma dinamici, come la Lettonia, che registra un incremento del 153%, e la Danimarca, in crescita del 25%.

Stati Uniti in calo, Canada in forte crescita

Fuori dall’Europa, l’export mostra segnali contrastanti. Negli Stati Uniti le esportazioni scendono a 31.440 forme, con una flessione del 2,62%, in un contesto segnato nella seconda metà del 2025 dall’introduzione di dazi sulle importazioni di prodotti europei.

Di segno opposto il Canada, dove l’export cresce del 113%, confermando il potenziale del mercato nordamericano per i formaggi italiani a denominazione d’origine.

In Asia si consolida il ruolo del Giappone, che nel 2025 ha importato 41.758 forme, in crescita del 2,5%, confermando l’interesse per il prodotto anche in mercati con elevata incidenza di consumatori intolleranti al lattosio. Tra i mercati emergenti si segnalano crescite a tre cifre in Perù, Kazakistan e Vietnam.

“Una spia rossa sul settore”

Secondo il presidente del Consorzio Antonio Auricchio, il calo non rappresenta un segnale di crisi strutturale ma richiede attenzione. “È un calo che non ci allarma, anche perché riguarda l’intero comparto e non indica una minore affezione verso il Gorgonzola. Tuttavia si è accesa una spia rossa e le criticità vanno analizzate”, ha dichiarato.

Auricchio sottolinea come il tema della competitività sia oggi centrale per le imprese, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, crescente protezionismo e forte volatilità dei costi energetici.

Il riferimento è anche alle possibili ripercussioni sulle catene logistiche globali, come nel caso delle tensioni nello Stretto di Hormuz, che potrebbero incidere sui costi e sulla prevedibilità degli scambi.

“Occorre agire insieme – conclude Auricchio – coinvolgendo agricoltori, produttori, consorzi e istituzioni, per contrastare il clima di incertezza e sostenere concretamente le produzioni Made in Italy”.