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Dop e Igp, il nuovo decreto sui Consorzi di tutela disciplina anche la regolazione dell’offerta

Con il Decreto ministeriale n. 264637 del 3 giugno 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha definito il nuovo quadro nazionale per la costituzione e il riconoscimento dei Consorzi di tutela delle Dop e delle Igp agroalimentari. Il provvedimento recepisce le disposizioni introdotte dal Regolamento UE 2024/1143 e aggiorna il ruolo dei Consorzi nel sistema italiano delle Indicazioni Geografiche.

Per il settore lattiero-caseario il provvedimento è particolarmente rilevante, perché molte delle principali denominazioni italiane sono formaggi Dop e perché i Consorzi hanno già un ruolo consolidato nella tutela, nella promozione e nella gestione del valore delle filiere certificate.

Il nuovo quadro attribuisce ai Consorzi riconosciuti funzioni più ampie rispetto alle attività tradizionali di tutela, valorizzazione, promozione e vigilanza. Tra gli ambiti previsti figurano la gestione della denominazione, la promozione di pratiche sostenibili, lo sviluppo del turismo legato alle Dop e Igp, la formazione e l’assistenza tecnica agli operatori.

Rappresentatività e governance

Il decreto interviene anche sui requisiti necessari per ottenere e mantenere il riconoscimento ministeriale. I Consorzi dovranno dimostrare livelli minimi di rappresentatività in termini di produzione certificata e numero di operatori aderenti. Per alcune filiere, tra cui formaggi e prodotti a base di carne, sono previste soglie più elevate. Sono inoltre introdotte disposizioni più dettagliate sulla governance, con l’obiettivo di garantire una rappresentanza equilibrata delle diverse categorie produttive negli organi sociali e maggiore trasparenza nella gestione consortile.

Tra le novità è prevista anche la possibilità di costituire Consorzi riferiti a più Indicazioni Geografiche, purché sia garantita l’autonomia decisionale di ciascuna denominazione e vi sia una connessione territoriale tra le produzioni interessate.

Vigilanza anche su web ed e-commerce

Un punto rilevante riguarda il rafforzamento della vigilanza. I Consorzi saranno chiamati a monitorare non solo il mercato tradizionale, ma anche il commercio elettronico e l’utilizzo delle denominazioni online. Il decreto richiama il controllo dell’uso delle Dop e Igp sulle piattaforme digitali, la sorveglianza dei nomi a dominio che richiamano le denominazioni protette e il contrasto a pratiche che possano generare evocazioni o utilizzi ingannevoli.

L’attività continuerà a svolgersi in coordinamento con l’ICQRF, che mantiene il ruolo di riferimento nella vigilanza e nella repressione delle frodi. Per le denominazioni casearie, esposte da anni al problema delle imitazioni e degli usi impropri dei nomi, il presidio del canale online diventa sempre più rilevante, soprattutto nei mercati esteri.

Regolazione dell’offerta, uno strumento da maneggiare con attenzione

Il decreto disciplina anche le modalità attraverso cui i Consorzi potranno richiedere l’attivazione di misure di regolazione dell’offerta previste dall’Organizzazione Comune dei Mercati agricoli. Si tratta di uno strumento già presente nel quadro europeo, pensato per alcune produzioni Dop e Igp e destinato a incidere sulla programmazione produttiva e sull’equilibrio tra domanda e offerta.

Per i formaggi Dop più strutturati, la misura può avere un peso significativo nella gestione della denominazione. Proprio per questo resta uno degli aspetti più delicati del provvedimento: la regolazione dell’offerta interviene infatti su un terreno sensibile, dove tutela del valore, programmazione produttiva e principi di concorrenza devono trovare un equilibrio chiaro.

Le misure, una volta approvate dal Ministero, potranno diventare vincolanti per tutti gli operatori inseriti nel sistema di controllo della denominazione interessata, anche se non aderenti al Consorzio. È quindi un passaggio che richiederà attenzione applicativa, soprattutto nelle filiere con molti operatori e con forte esposizione ai mercati nazionali e internazionali.

Consorzi più centrali nella gestione delle filiere

Nel complesso, il decreto rafforza il ruolo dei Consorzi come soggetti di riferimento per le Dop e Igp agroalimentari. Non si tratta soltanto di tutela del nome, ma di gestione più ampia della denominazione: vigilanza, promozione, rappresentanza, sostenibilità, turismo, supporto tecnico e presidio dei canali digitali.

Per il lattiero-caseario italiano, il nuovo quadro può incidere su molte filiere certificate, dai grandi formaggi Dop alle denominazioni più piccole. L’efficacia del decreto dipenderà però, come sempre, dalla sua applicazione concreta.