Asiago Dop investe in Asia con un programma triennale da 1,5 milioni di euro
Asiago Dop apre una nuova fase dell’internazionalizzazione in Asia, con un programma triennale da 1,5 milioni di euro dedicato a Corea del Sud, Vietnam e Taiwan. Il progetto, cofinanziato dall’Unione europea e sviluppato insieme a partner di filiera, debutta alla COEX Food Week di Seul e unisce promozione, formazione e attività trade per portare l’Asiago DOP dentro le cucine professionali e sugli scaffali dei mercati asiatici a più alto potenziale.
Asiago Dop: la scelta dei tre paesi, in Asia
La scelta dei tre Paesi risponde a logiche diverse ma complementari. La Corea del Sud è un mercato maturo, attento alla qualità certificata e al racconto dei territori: qui l’Asiago può valorizzare il suo profilo DOP e inserirsi nelle cucine contemporanee che guardano all’Italia come riferimento di eleganza e affidabilità. Il Vietnam è una frontiera in forte espansione, con una classe media in crescita e una ristorazione internazionale molto curiosa; è il luogo ideale per costruire competenze e preferenze di consumo attraverso la formazione degli operatori. Taiwan, infine, è un laboratorio di gusto esigente, dove ricettazione e retail specializzato sono pronti a premiare i formaggi con identità forte e servizio coerente.
Il programma non si limita a “raccontare” il prodotto: punta a farlo provare. Masterclass per chef, training tecnici per buyer e distributori, contenuti per stampa e opinion leader sono gli strumenti scelti per superare le barriere culturali e logistiche che spesso frenano l’ingresso dei formaggi europei. L’obiettivo è costruire familiarità d’uso: dall’impiego in ricette locali alla gestione del banco e del taglio, fino alle corrette condizioni di conservazione lungo la catena del freddo. È un investimento paziente che mira a dare continuità agli ordini nel medio periodo, riducendo la dipendenza da picchi promozionali o da singoli canali.
Nelle prossime settimane l’attenzione si sposterà sull’esecuzione: follow-up con i contatti incontrati in fiera, calendario di masterclass, materiali tecnici in lingua e ricettazioni locali pensate per i diversi canali. I rischi non mancano — dalla volatilità valutaria alla congestione dei calendari fieristici — ma l’impianto è solido: unisce tutela della denominazione, contenuti professionali e una strategia di lungo respiro. È il modo più efficace per trasformare la curiosità in domanda ricorrente e, soprattutto, per far parlare l’Asiago DOP con la lingua dei mercati a cui si rivolge.
