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Asiago Dop cresce nel 2025 e apre il dossier “Ecosistema Dop 2040”

Il 2025 si chiude in crescita per l’Asiago Dop, con un rafforzamento che riguarda produzione, quotazioni e consumi interni. Secondo i dati presentati dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago durante l’assemblea annuale dei soci, l’8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, nell’anno sono state prodotte 1.629.284 forme complessive, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024. Il fatturato alla produzione ha raggiunto 181 milioni di euro, in aumento del 16,6%.

La crescita ha interessato entrambe le principali tipologie della denominazione. L’Asiago Fresco ha raggiunto 1.371.339 forme, con un incremento del 6,7%, mentre l’Asiago Stagionato è salito a 257.945 forme, registrando una crescita a doppia cifra, pari al 17,6%. Il dato segnala una dinamica positiva non solo in termini di volumi, ma anche di valorizzazione: il prezzo medio all’ingrosso dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 euro al chilo, in crescita del 12,54%, mentre l’Asiago Stagionato ha raggiunto 8,57 euro al chilo, con un aumento del 4,38%.

Asiago Dop: consumi domestici in aumento e formati più vicini ai nuovi usi

Sul mercato italiano, l’Asiago Dop ha registrato nel 2025 la migliore combinazione di crescita tra i formaggi Dop duri e semiduri, con un aumento del 4% a volume e dell’11,3% a valore. Il risultato è stato sostenuto da un lavoro su qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi commerciali.

La denominazione mostra anche una buona capacità di intercettare l’evoluzione dei consumi, sempre più orientati a praticità, servizio e versatilità d’uso. In questa direzione si inseriscono i formati snack, cubetti, petali, fettine, grattugiato e julienne, insieme alla crescita del prodotto trasformato. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Il primo trimestre 2026 mostra una prosecuzione positiva, anche se più moderata, con consumi in aumento del 2,9% a volume e del 2,6% a valore. In un contesto generale di rallentamento dei consumi, il dato conferma la tenuta della denominazione e la capacità di presidiare categorie diverse, dal banco taglio ai formati di servizio.

Export a 13,1 milioni di euro, Stati Uniti primo mercato extraeuropeo

Nel 2025 l’export di filiera ha raggiunto 13,1 milioni di euro, con un incremento del 2,3% a valore e del 3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa, i principali Paesi di destinazione sono stati Francia, con il 10,2% dell’export totale, Germania, con il 6,3%, e Spagna, con il 5,5%. Tra i mercati extraeuropei, gli Stati Uniti si confermano il primo sbocco, con il 26,4% del totale, seguiti da Svizzera, con il 14,7%, e Australia, con il 4,6%.

Il Consorzio ha continuato a investire sul rafforzamento della presenza internazionale, in particolare attraverso il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, le campagne nell’area DACH, nei mercati nordici e in altri Paesi europei.

Sostenibilità e qualità come fattori di competitività

Nel percorso di sviluppo della denominazione rientra anche Asiago Green Edge, il progetto avviato nel 2022 per coinvolgere l’intera filiera su tutela dell’ambiente, benessere animale ed efficienza energetica. A questo si affianca l’adozione della certificazione volontaria Made Green in Italy del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pensata per valorizzare modelli produttivi sostenibili sotto il profilo ambientale, sociale ed economico.

Per il Consorzio, la crescita produttiva del 2025 è stata sostenuta da un modello che punta a valorizzare la qualità e a riconoscere i produttori più virtuosi, favorendo al tempo stesso l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. È un passaggio importante, perché lega la crescita della Dop non solo alla quantità prodotta, ma alla capacità di orientare la filiera verso standard, efficienza e differenziazione.

La nuova proposta: territorio, talento e turismo

L’elemento più strategico emerso dall’assemblea è però la proposta di avviare un nuovo modello di sviluppo territoriale condiviso, sintetizzato nella tavola rotonda “Ecosistema Dop 2040: Territorio, Talento, Turismo”. L’idea è capitalizzare il patrimonio di competenze, reputazione e identità costruito dalla denominazione per generare valore non solo per le imprese casearie, ma per l’intero areale produttivo.

Il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni, ha indicato la sfida dei prossimi anni nella costruzione di un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca e operatori economici convergano attorno a una visione comune. Le tre direttrici individuate sono il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come insieme di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale.