B2Cheese 2026 chiude con una crescita del 20%. In aumento i buyer da tutto il mondo (+22%)
La quarta edizione di B2Cheese si chiude con 4.320 operatori, il 20% in più rispetto ai 3.600 del 2024. Crescita del 22% dei buyer, con una maggiore componente internazionale e un’ampia rappresentanza della distribuzione italiana. Partecipazione elevata anche ai convegni e alle 15 masterclass di World Cheese Capital, tutte sold out. Cinquecento le presenze alla Cheese Lovers Night.
B2Cheese cresce ancora e lo fa soprattutto sui numeri che contano per una manifestazione B2B. La quarta edizione, andata in scena il 23 e 24 settembre alla Fiera di Bergamo, ha registrato 4.320 operatori, contro i 3.600 del 2024: 720 presenze in più, con una crescita del 20%.
Ancora più significativo il dato relativo ai buyer, aumentati del 22% rispetto all’edizione precedente. Una crescita accompagnata da una presenza internazionale più ampia e da una rappresentanza particolarmente consistente delle insegne della distribuzione italiana. Il dato quantitativo ha trovato riscontro anche nei padiglioni, con appuntamenti commerciali e incontri tra produttori, distributori, importatori, operatori del foodservice e professionisti della filiera.
Più buyer e una fiera sempre più orientata al business
È proprio la crescita della componente buyer a rappresentare uno degli indicatori più interessanti dell’edizione 2026. B2Cheese nasce infatti con un posizionamento preciso: mettere nello stesso luogo produzione e mercato, concentrando in due giorni relazioni commerciali e occasioni di confronto per un settore nel quale la dimensione internazionale sta diventando sempre più rilevante.
A sottolineare soprattutto la dimensione costruita intorno alle relazioni è Francesco Maroni, project leader di B2Cheese.
“Quello che abbiamo visto in questi due giorni è prima di tutto il risultato del lavoro e della fiducia di tantissime persone. Voglio ringraziare gli espositori che hanno scelto di esserci e che hanno portato qui i loro prodotti, le loro aziende, le loro idee e la loro esperienza. E insieme a loro tutti quelli che hanno contribuito a costruire questa edizione: relatori, professionisti, associazioni, partner, sponsor e buyer”.
Per Maroni, il risultato va quindi oltre la sola crescita quantitativa: “B2Cheese prende davvero forma quando chi partecipa la sente come un luogo proprio, dove vale la pena incontrarsi. Abbiamo visto stand pieni, appuntamenti, persone che si fermavano a parlare, convegni partecipati e masterclass per le quali spesso non c’era più un posto libero. È il segnale più bello che potessimo ricevere”.
La dimensione relazionale della manifestazione è proseguita anche fuori dagli stand. La Cheese Lovers Night, organizzata mercoledì 23 settembre negli spazi di Gnam e Chorus, ha riunito 500 persone tra espositori, buyer, professionisti e ospiti.
Dal mercato al banco taglio: contenuti dentro la fiera
L’edizione 2026 ha rafforzato il programma di approfondimento professionale. I convegni hanno affrontato alcuni dei dossier più attuali per il settore: dai mercati del latte e dei formaggi alle politiche europee, dall’internazionalizzazione agli accordi commerciali, fino alla sicurezza alimentare e alla valorizzazione delle produzioni. Tra i temi portati al centro del confronto anche il futuro del banco taglio nella distribuzione, con il dibattito sulla sostenibilità della vendita assistita di fronte alla difficoltà di reperire personale e alla crescita del libero servizio, e quello dei formaggi a latte crudo, affrontato mettendo insieme ricerca scientifica, controlli, produzione e gestione del rischio.
Il 24 settembre è stato invece il mercato lattiero-caseario a occupare il centro della discussione, con il convegno promosso da Assocaseari e l’analisi di CLAL affiancata dal quadro europeo e internazionale portato da Eucolait.
World Cheese Capital: 15 masterclass tutte sold out
Una delle novità più evidenti dell’edizione è stata la presenza di World Cheese Capital, che ha portato all’interno della fiera un programma di 15 masterclass professionali.
Tutti gli appuntamenti hanno registrato il sold out. Maître fromager, cheese monger, affinatori, produttori ed esperti provenienti da diversi Paesi hanno affrontato il formaggio lungo tutta la catena del valore: selezione, affinamento, costruzione del plateau, servizio, racconto al consumatore, tecniche di vendita e conoscenza del prodotto.
La partecipazione alle masterclass ha aggiunto alla dimensione strettamente commerciale della fiera un secondo livello, legato alle competenze professionali necessarie per creare valore attorno al formaggio.
Conte: «Numeri importanti e un forte slancio internazionale»
A tracciare il bilancio complessivo è anche Carlo Conte, project manager di B2Cheese e responsabile operations di Promoberg.
“B2Cheese si conferma un appuntamento di grande successo, tanto da consolidare il suo ruolo di salone B2B di riferimento per la filiera lattiero-casearia. La quarta edizione della manifestazione registra numeri importanti e un forte slancio internazionale”.
Conte lega direttamente questo consolidamento alla crescita dei visitatori e della componente commerciale: “Un significativo incremento sia dei visitatori che dei buyer racconta infatti di un appuntamento che negli anni è stato capace di rappresentare in maniera sempre più esaustiva l’intera filiera e le sue esigenze, portando le istanze di uno dei settori trainanti della nostra economia”.
Da B2Cheese alla Città Alta
La chiusura della parte fieristica del 24 settembre non ha segnato la fine del programma costruito a Bergamo intorno al formaggio. Dal 25 al 27 settembre World Cheese Capital è proseguita in Città Alta, portando professionisti, prodotti e cultura casearia fuori dai padiglioni e nel centro della città.
Cinque giorni complessivi che hanno così unito due dimensioni diverse: da una parte il business professionale di B2Cheese, dall’altra la valorizzazione delle competenze e della cultura del formaggio.
