USA, oltre 13 miliardi di investimenti nel processing dairy: la scommessa è su proteine e valore aggiunto
Negli Usa è in corso uno dei maggiori cicli di investimento nella trasformazione lattiero-casearia degli ultimi decenni. Secondo IDFA, i progetti annunciati superano ormai i 13 miliardi di dollari. Entro il 2030 la produzione americana è attesa in crescita di circa 15 miliardi di libbre di latte: una quota importante della nuova capacità punta su formaggi, yogurt, latte ultrafiltrato, proteine e ingredienti ad alto valore.
Gli Stati Uniti si stanno preparando a trasformare molto più latte. E soprattutto a creare nuovi sbocchi per grasso e proteine. Secondo i dati raccolti dall’International Dairy Foods Association, gli investimenti annunciati dai processor statunitensi per nuovi stabilimenti, ampliamenti e modernizzazione della capacità produttiva hanno ormai superato i 13 miliardi di dollari.
Una precedente mappatura IDFA, quando il totale aveva già oltrepassato gli 11 miliardi, censiva decine di progetti distribuiti in 19 Stati. Il flusso degli annunci è continuato e la cifra complessiva è ulteriormente aumentata.
A fare da sfondo è una previsione altrettanto significativa: entro la fine del decennio la produzione americana dovrebbe crescere di circa 15 miliardi di libbre di latte, quasi 6,8 milioni di tonnellate. Queste 15 miliardi di libbre non rappresentano la capacità aggiuntiva degli impianti, ma l’aumento di latte che la filiera americana dovrà essere in grado di valorizzare entro il 2030.
La crescita punta sempre più sul valore aggiunto
I nuovi investimenti comprendono tipologie produttive differenti, ma una parte importante della capacità che sta entrando in funzione guarda a categorie capaci di valorizzare in modo più sofisticato grasso e proteine: formaggi, yogurt ad alto contenuto proteico, latte ultrafiltrato, shake, whey protein e ingredienti specializzati.
La domanda americana per alimenti ricchi di proteine, snack nutrienti e prodotti funzionali sta sostenendo questo sviluppo. Il fenomeno GLP-1, che ha ulteriormente aumentato l’attenzione verso il mantenimento della massa muscolare e l’assunzione di proteine, rappresenta un ulteriore acceleratore commerciale, ma si inserisce in una tendenza iniziata ben prima della diffusione dei nuovi farmaci.
Chobani: 1,2 miliardi e 3 miliardi di libbre di latte
Uno degli esempi più evidenti è il progetto annunciato da Chobani in Pennsylvania. Il gruppo investirà 1,2 miliardi di dollari nel nuovo hub produttivo della Lehigh Valley. A pieno regime lo stabilimento utilizzerà oltre 3 miliardi di libbre di latte della Pennsylvania ogni anno, un volume equivalente a circa il 30% dell’attuale produzione dello Stato. La produzione è prevista dal 2027. Il progetto guarda oltre il tradizionale yogurt greco e comprende nuove categorie di alimenti e bevande dairy.
La stessa logica emerge dall’investimento di Bel Group a Brookings, South Dakota: 200 milioni di dollari per portare la capacità produttiva di Mini Babybel da 10mila a 20mila tonnellate l’anno e raddoppiare contemporaneamente l’approvvigionamento di latte da aziende americane.
Anche Danone sta ampliando lo stabilimento di Minster, Ohio, per rispondere alla crescita dello yogurt ad alto contenuto proteico e prevede di acquistare circa il 60% di latte in più per il sito nei prossimi anni.
La sfida sarà creare valore per tutto il latte in più
I 13 miliardi di dollari raccontano soprattutto una forte fiducia nella domanda futura di dairy americano. I processor stanno costruendo impianti destinati a trasformare una quota crescente del latte in prodotti capaci di generare valore: formaggi, proteine, ingredienti, yogurt e bevande funzionali. La crescita del dairy statunitense non si giocherà quindi soltanto sulla capacità di produrre più latte, ma su quella di separarlo, concentrarlo, trasformarlo e portarlo nei segmenti dove la domanda è più dinamica.
