trasformazione & dintorni

Compral Latte e Inalpi: 230 stalle, il 25% del latte piemontese e la ricerca sulla qualità

La cooperativa raccoglie circa 6.500 quintali di latte al giorno da 230 stalle tra Cuneo, Torino, Alessandria e Asti, per un valore di circa 133 milioni di euro. Alla Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo, Compral Latte e Inalpi hanno raccontato l’evoluzione di una filiera che punta ora ad affiancare quantità e qualità con una conoscenza sempre più approfondita delle componenti funzionali del latte, a partire dalla lattoferrina.

Una filiera che oggi rappresenta oltre un quarto del latte raccolto in Piemonte e che prova a guardare oltre i soli volumi, mettendo insieme allevamento, trasformazione e ricerca. È il percorso raccontato a Saluzzo, durante la 79ª Mostra della Meccanica Agricola, nel convegno “La Filiera Compral Latte: una solida realtà con lo sguardo rivolto al futuro”, dedicato all’evoluzione della cooperativa cuneese e alla collaborazione con Inalpi.

Compral Latte ha iniziato l’attività di raccolta nel 2010 e sta affrontando la sedicesima campagna lattiero-casearia. Oggi conta 230 stalle conferenti distribuite nelle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti e raccoglie circa 6.500 quintali di latte al giorno, per un valore complessivo indicato in circa 133 milioni di euro. Numeri che portano la cooperativa a rappresentare oltre il 25% del latte raccolto in Piemonte.

Dalla crescita dei volumi alla qualità misurabile

Il passaggio successivo riguarda sempre più la capacità di caratterizzare e valorizzare la materia prima. “La crescita di Compral Latte è il risultato di un percorso costruito insieme ai nostri allevatori e basato sulla capacità di fare filiera”, ha sottolineato il direttore Marcello Pellegrino. La nuova sfida consiste nel rendere la qualità “sempre più riconoscibile, misurabile e capace di rispondere alle nuove esigenze dell’industria e dei consumatori”. È in questo quadro che si colloca la collaborazione con Inalpi, partner industriale della filiera, e il lavoro sviluppato attraverso Inalpi Nutrition, dedicato agli aspetti di ricerca e innovazione nutrizionale.

Lattoferrina, una componente ancora da esplorare

A questo tema è stato dedicato l’intervento di Riccardo Moretti, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino. Storicamente il miglioramento genetico delle bovine da latte ha privilegiato soprattutto produzione, grasso e proteine. Oggi il campo di interesse si sta ampliando verso caratteristiche funzionali e sanitarie e verso una conoscenza più approfondita delle numerose molecole presenti naturalmente nel latte.

Tra queste c’è la lattoferrina, glicoproteina presente nel latte e in concentrazioni particolarmente elevate nel colostro, oggetto di crescente interesse scientifico per le sue caratteristiche biologiche e per la capacità di legare il ferro.

La prospettiva, ancora da approfondire attraverso la ricerca, è quella di poter descrivere la qualità della materia prima con parametri più articolati rispetto ai tradizionali contenuti in grasso e proteine.

Il latte come matrice alimentare

Il tema è stato ripreso da Giacomo Astrua, nutrizionista di Inalpi Nutrition, che ha proposto una lettura del latte non come semplice somma di nutrienti, ma attraverso il concetto di matrice alimentare. Proteine, grassi, minerali e altre componenti interagiscono all’interno della struttura dell’alimento e possono influenzarne digestione, assorbimento e utilizzo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla complementarità fra whey protein e caseina: le prime caratterizzate da una disponibilità più rapida, la seconda da una digestione più lenta e prolungata.

Anche in questo ambito si inserisce il lavoro sulla lattoferrina, che Inalpi Nutrition sta approfondendo attraverso attività di ricerca e sviluppo, comprese sperimentazioni dedicate al latte fermentato con lattoferrina.