Salon du Fromage, il formaggio italiano protagonista a Parigi
È in corso a Paris Expo Porte de Versailles il Salon du Fromage et des Produits Laitiers, evento professionale dedicato agli operatori della filiera casearia, in programma fino al 9 giugno. La manifestazione riunisce circa 300 espositori da 15 Paesi, tra cui una trentina di aziende italiane.
La Francia resta uno dei Paesi più legati alla propria tradizione casearia, ma sta mostrando una crescente apertura verso le produzioni europee. In questo quadro i formaggi italiani occupano una posizione particolarmente favorevole.
“Il mercato francese è profondamente legato al proprio territorio. Ma si sta aprendo sempre di più alle influenze europee. I formaggi italiani riscuotono particolare interesse da parte di professionisti e consumatori”, ha spiegato Fernando Medina Zenoff, direttore della manifestazione. “Basta considerare solo un dato: circa il 40% dei consumatori sceglie il formaggio italiano, contro il 29% che sceglie quello svizzero. Secondo uno studio del Salon du Fromage et des Produits Laitiers, i negozi di formaggi propongono in media una quindicina di formaggi stranieri, circa il 12% della loro proposta. Tra i più apprezzati figurano grandi classici italiani come Parmigiano Reggiano, mozzarella e Gorgonzola, oltre a specialità come il Blue Stilton inglese o il Queso Manchego spagnolo”.
Formaggi e gastronomia insieme
L’edizione 2026 del Salon du Fromage si svolge in contemporanea con Gourmet Selection, fiera dedicata alla gastronomia di alta gamma. I due appuntamenti occupano i padiglioni 7.1 e 7.2 di Porte de Versailles e riuniscono complessivamente oltre 300 espositori da 17 Paesi, per quasi 500 marchi rappresentati.
La scelta di unire i due saloni risponde a una trasformazione del mercato. Formaggi, prodotti lattiero-caseari e gastronomia di qualità appartengono sempre più alla stessa area di consumo: prodotti riconoscibili, ad alto contenuto esperienziale, capaci di coniugare tradizione, origine, servizio e racconto.
“I visitatori potranno godere di una visione più ampia dei trend alimentari”, ha spiegato Medina Zenoff, “mentre gli espositori possono contare su un flusso di buyer qualificati e su nuove opportunità di sviluppo commerciale, in particolare attraverso vendite incrociate tra formaggio e gastronomia di qualità”.
Per gli operatori della distribuzione, la complementarità tra formaggio e gastronomia permette di costruire offerte più articolate: taglieri, confezioni regalo, abbinamenti, degustazioni e percorsi di consumo che superano la vendita del singolo prodotto. È un passaggio importante anche per i formaggi italiani, che in Francia possono entrare non solo come prodotto d’importazione, ma come parte di un’esperienza gastronomica più ampia.
Il formaggio esce dal solo fine pasto
Secondo i dati presentati dalla manifestazione, nel 2026 il formaggio mantiene un ruolo centrale nell’alimentazione dei francesi: l’81% dei consumatori ne fa un uso settimanale. Ma le occasioni di consumo stanno cambiando. Il formaggio non è più legato soltanto al tagliere di fine pasto, ma entra in aperitivi rinforzati, spuntini, cucina quotidiana, pasti veloci, ricette familiari e consumo da asporto.
Questa trasformazione riguarda anche i prodotti più versatili. Mozzarella, emmental, formaggi filanti e referenze adatte alla cucina quotidiana rispondono alla domanda di praticità e gusto, mentre le specialità più identitarie restano centrali nelle occasioni di degustazione, vendita assistita e gastronomia di qualità.
Il mercato mostra anche una forte dinamica di innovazione. Si moltiplicano gli abbinamenti con frutta, spezie, tartufo, alghe e persino cioccolato, mentre crescono mini-formati, porzioni individuali e proposte più adatte allo snacking e alla degustazione informale. Il formaggio resta quindi un prodotto di piacere, ma si adatta a stili di vita più frammentati e a momenti di consumo meno codificati.
Un’opportunità per i formaggi italiani
Per il settore caseario italiano, il mercato francese rappresenta una sfida particolare. Da un lato è un maturo, molto competente e fortemente legato alle proprie denominazioni. Dall’altro però riconosce il valore dell’origine, della qualità e della cultura gastronomica, cioè proprio gli elementi su cui i formaggi italiani possono costruire posizionamento.
La presenza di una trentina di espositori italiani al Salon du Fromage conferma l’interesse verso un canale professionale che resta centrale per buyer, distributori, dettaglianti specializzati e ristorazione. Parmigiano Reggiano, mozzarella e Gorgonzola sono già tra i riferimenti più riconosciuti, ma la crescita dell’offerta straniera nei negozi di formaggi lascia spazio anche a specialità meno note, purché accompagnate da racconto, servizio e capacità di inserirsi nelle nuove occasioni di consumo.
