Mozzarella di Bufala Dop, il Consorzio: “La crisi internazionale spinge i costi, rischio rialzo dei listini”
La crisi internazionale legata al Golfo incide sulla filiera lattiero-casearia italiana. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha lanciato l’allarme sull’impatto crescente dei costi e sulle criticità dell’export, in un contesto segnato da forte instabilità. “L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”, ha dichiarato il direttore, Pier Maria Saccani.
L’analisi del comparto evidenzia un aumento diffuso delle principali voci di costo: energia, logistica e materiali di confezionamento. Il dato più significativo riguarda il gas, che ha registrato un incremento vicino al 70%, incidendo direttamente su tutte le fasi produttive. L’effetto complessivo è una pressione crescente sui margini lungo l’intera filiera, in una fase in cui la capacità di trasferire questi aumenti sul mercato finale resta incerta.
Export a rischio per la Mozzarella di Bufala Campana
Accanto al tema dei costi, emerge quello della tenuta dell’export. La mozzarella di bufala campana Dop esporta circa il 35% della produzione, con una quota rilevante destinata ai mercati oltreoceano. In questo scenario, le criticità legate al rifornimento di cherosene in alcuni scali aeroportuali introducono un elemento di rischio operativo per il trasporto aereo. Si tratta di un passaggio sensibile per un prodotto fresco, che richiede tempi di consegna rapidi e una gestione logistica efficiente. A questo si aggiungono fattori già presenti, come i dazi sul mercato statunitense, che contribuiscono a rendere più complesso il quadro competitivo.
Il direttore Saccani: “Necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione”
Il rallentamento si inserisce dopo un 2025 chiuso in crescita, con un +3,35% e una produzione pari a 57.584 tonnellate. Un dato che confermava la solidità della Dop, ma che oggi viene messo alla prova da fattori esterni, in particolare energetici e geopolitici. Le dichiarazioni del presidente Domenico Raimondo e del direttore Pier Maria Saccani delineano una presa di posizione che ha un doppio livello di lettura.
Da un lato, il Consorzio segnala la gravità del contesto: “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”, ha dichiarato il presidente Domenico Raimondo.
Dall’altro, viene introdotto in modo esplicito il tema delle relazioni commerciali e dei prezzi: “È necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”, ha dichiarato il direttore Pier Maria Saccani.
Tra pressione sui costi e negoziazione dei prezzi
Il riferimento a possibili aumenti dei listini va letto nel contesto attuale: una filiera che si trova a gestire contemporaneamente l’aumento dei costi e una domanda condizionata dall’inflazione. In questo quadro, la posizione del Consorzio contribuisce a definire il contesto entro cui si muoveranno le trattative tra produzione, industria e distribuzione nelle prossime settimane. Non si tratta solo di una segnalazione di criticità, ma anche di un elemento che accompagna il confronto lungo la filiera.
