Mozzarella di Bufala Campana DOP alla BIT: il Consorzio spinge sull’asse turismo–export
La partecipazione del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano non è stata un’operazione di visibilità generica, ma un tassello di una strategia più ampia: posizionare la Dop campana come leva di attrazione territoriale e, indirettamente, come acceleratore di export. In un contesto in cui le produzioni certificate devono difendere valore e quota nei mercati esteri, il legame tra turismo enogastronomico e sviluppo commerciale diventa sempre meno accessorio.
Turismo come canale indiretto di mercato
La BIT è tradizionalmente una fiera B2B del turismo, non dell’agroalimentare. La presenza del Consorzio va letta come una scelta di posizionamento: intercettare buyer del turismo, operatori dell’hospitality e stakeholder istituzionali per rafforzare l’associazione tra territorio, qualità certificata e prodotto Dop.
Per il lattiero-caseario italiano, il turismo rappresenta un canale indiretto ma strategico. La conoscenza del prodotto in Italia alimenta la domanda nei mercati esteri. Il turista che visita il territorio diventa consumatore e, spesso, ambasciatore del brand all’estero.
Nel caso della Mozzarella di Bufala Campana DOP, la connessione con il territorio è parte integrante della proposta di valore. La promozione in ambito turistico rafforza quindi la narrazione di autenticità e tracciabilità, elementi centrali anche nelle trattative internazionali.
Una Dop che gioca su più tavoli
Il Consorzio sta operando su più livelli: tutela legale contro imitazioni, presidio dei mercati esteri e valorizzazione dell’esperienza territoriale.
In un momento in cui la concorrenza sui formaggi freschi è elevata, soprattutto sui mercati europei e nordamericani, la differenziazione non può basarsi solo sul prezzo. La leva diventa identitaria: origine, certificazione, metodo produttivo.
La partecipazione alla BIT rientra in questa logica. Non è una fiera di prodotto, ma una piattaforma di relazioni. E per una Dop che ha una quota export significativa e un forte legame con il canale Horeca, il dialogo con il sistema turistico è una variabile economica, non solo promozionale.
Il contesto export
Il lattiero-caseario italiano continua a mostrare dinamismo sui mercati esteri. I dati ICE indicano che nel 2024 l’export del comparto ha superato i 5,4 miliardi di euro, con una crescita del 9,1%, e nei primi undici mesi del 2025 ha oltrepassato i 5,6 miliardi di euro, con un incremento del 12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In questo quadro, le Dop rappresentano una componente rilevante del valore esportato. Per la Mozzarella di Bufala Campana DOP, mantenere il posizionamento premium è essenziale per evitare compressione dei margini in un segmento dove la concorrenza internazionale è crescente.
Perché conta per il settore
Per il trade lattiero-caseario la notizia è significativa per tre ragioni operative.
Primo: conferma che le Dop stanno ampliando il perimetro delle attività promozionali oltre le fiere di settore tradizionali, integrando turismo e internazionalizzazione.
Secondo: segnala una crescente consapevolezza del valore economico del turismo enogastronomico come moltiplicatore di domanda estera.
Terzo: rafforza il ruolo dei Consorzi come soggetti attivi non solo nella tutela ma anche nella costruzione di posizionamento competitivo.
In una fase in cui i mercati sono selettivi e la pressione sui costi rimane elevata, la capacità di difendere il premium price attraverso identità territoriale e certificazione diventa una leva strategica.
La presenza alla BIT non cambia da sola gli equilibri di mercato, ma indica una direzione chiara: le Dop italiane stanno lavorando per consolidare il proprio vantaggio competitivo su scala internazionale, integrando filiera, territorio e promozione economica.
