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Australia: continua a crescere l’export di formaggio. Cala l’import

Appaiono come una colonna di dati in negativo le importazioni lattiero casearie in Australia, nel 2024, a cominciare dai formaggi che chiudono l’anno con un -8%, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. I quantitativi di formaggio importati in Australia, infatti, sono diminuiti dell’11% nel confronto con novembre 2023 dopo due mesi di crescita ma, se si considerano i primi 11 mesi dell’anno, il calo dell’import è dell’8%. La Nuova Zelanda è stata il principale responsabile di questo calo mensile, mentre gli USA e la Nuova Zelanda hanno contribuito alla diminuzione negli undici mesi del 2024. Segno meno anche per il burro, a -21% rispetto ai primi 11 mesi del 2023, anche se novembre si è chiuso con un +1%.

Al contrario, le esportazioni hanno continuato a mostrare una crescita positiva anche a novembre 2024 e nei primi 11 mesi dell’anno i volumi sono stati superiori dell’8% rispetto alla media quinquennale, trainati dalla forte domanda di formaggio, SMP, WMP e burro. L’export di formaggio è aumentato per il 12° mese consecutivo, segnando una significativa ripresa (+36% nov.’24/nov.’23) dopo due anni di performance fiacca. La crescita è stata generalizzata in tutti i principali mercati, in particolare in Giappone e nel sud-est asiatico, che hanno guidato l’aumento anche a livello annuo. I flussi di SMP verso il sud-est asiatico hanno guidato la crescita, sia sul mese che sull’anno, compensando il calo della domanda cinese. Nonostante un piccolo calo a novembre, le esportazioni verso i Paesi MENA sono aumentate, soprattutto verso il Kuwait e l’Arabia Saudita. Le spedizioni di burro australiano sono state forti per tutto il 2024, compreso novembre. Cina e sud-est asiatico hanno guidato la crescita, ma il 10% dei volumi esportati è stato spedito nella UE, principalmente nei Paesi Bassi.