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Esselunga: primo semestre con vendite stabili e utile praticamente azzerato. E adesso?

Esselunga ha dato i numeri del primo semestre 2022. E da qui si parte. Il gruppo guidato da Marina Caprotti ha registrato vendite per un ammontare di 4,322 miliardi, esibendo un calo dello 0,2% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio 2021. L’Ebitda è stato di 214,6 milioni (erano 427,1 milioni l’anno passato). In flessione l’utile operativo a 30,7 milioni da 241,8 milioni di un anno fa. Infine, l’utile netto si è attestato a 2,7 milioni, da 221,1 milioni di un anno fa.

“Una scelta consapevole”

Indubbiamente, il dato legato al crollo dell’utile di Esselunga è quello che più balza all’occhio. Si tratta di una sorta di azzeramento. La ragione? La scelta strategica attivata – con claim “Il carovita sale, noi abbassiamo i prezzi” dall’11 novembre 2021 fino allo scorso 30 aprile. A spiegarlo è stata la stessa Marina Caprotti: «Nel primo semestre abbiamo dovuto affrontare un contesto economico particolarmente complesso, con l’impennata dell’inflazione, l’incremento dei costi delle materie prime e la crisi energetica. Questo scenario ha avuto e sta continuando ad avere pesanti ricadute sulle imprese e sulle famiglie e proprio per questo ci impegniamo a offrire convenienza ai nostri clienti e a tutelarne il potere di acquisto. A novembre del 2021 abbiamo fatto una scelta strategica che ci ha portato ad assorbire in modo significativo gli aumenti ricevuti dai fornitori per non scaricarli completamente sui nostri clienti. Con questa decisione abbiamo rinunciato, consapevolmente, ad una sensibile parte del nostro margine”.

Esselunga, il carrello che cambia e il marchio Smart

Guardando in avanti, e acquisito il dato che Esselunga ha assorbito consapevolmente una parte dei costi, quale la strategia? Ovviamente, l’impennata dell’inflazione e dei costi energetici (oltre che sulle imprese) sta esercitando una pressione fortissima sulle tasche dei consumatori. Basta fare un giro nei vari punti vendita per toccare con mano la realtà. Le abitudini di spesa si tanno modificando sensibilmente.  La battuta di scontrino si riduce, al di là della ricerca più o meno sfrenata alle promozioni. E nel caso di Esselunga nei carrelli spicca nettamente una macchia di colore giallo fosforescente, quello che caratterizza il marchio Smart. Contestualmente, Esselunga conferma di coler scommettere tanto sulle nuove formule quanto sugli investimenti. Nel primo semestre sono ammontati a 151,9 milioni di euro, che hanno favorito le aperture degli store a Fino Mornasco, Torino Porta Nuova e della nuova insegna LaESSE a Milano. In totale la catena conta 180 punti vendita in Italia.

La sostenibilità finanziaria e non solo

Esselunga rappresenta da sempre una dei player Gd che ha saputo costruire la sua forza sulla redditività, frutto di un sapiente lavoro in termini di offerta, qualità, affidabilità e via dicendo. Un modello, insomma, costruito nel tempo e in grado di resistere ai marosi delle varie crisi. Dopo il rilevante atto di coraggio del primo semestre 2022 con la consapevole rinuncia dell’utile, la catena fondata da Bernardo Caprotti (unitamente alle altre insegne) è chiamata ad affrontare un passaggio importante e oneroso. Per tornare a macinare margine e rendere sostenibile il suo futuro, sia in termini finanziari a fronte delle operazioni in essere, ma ancor più per la sua storia. E per quel che rappresenta per consumatori, partner, fornitori. E anche per i competitor.

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