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Crisi energetica: Valcolatte ferma la produzione per un giorno alla settimana

Una bolletta che passa, a un anno di distanza, da 50mila a 500mila euro. E’ quanto accaduto al caseificio Valcolatte di Valconasso (Pc) con la fattura relativa al metano per il mese di luglio 2022. Una situazione che sta mettendo in serissima difficoltà il comparto, in primis dei freschi, e costringe a decisioni drammatiche. Ed è lo stesso Enzo Panizzi, titolare del Caseificio Valcolatte, a darne notizia al quotidiano Libertà di Piacenza: l’azienda, specializzata nella produzione di ricotte e mozzarelle, ha deciso di fermare la produzione un giorno la settimana, il mercoledì, per un totale di quattro giorni al mese. Lo stop, dettato dalla crisi energetica e dalla conseguente esplosione dei costi, è cominciato dal 1° settembre. L’azienda, 340 collaboratori fra diretti e indotto e più di cento anni di vita, è fra le prime aziende piacentine a dover introdurre misure così drastiche per far fronte alla crisi. E, probabilmente, non sarà l’unica.

Oltre al fermo, spiega Panizzi, per contenere i costi energetici di questo periodo, letteralmente esplosi, sono state anche apportate delle modifiche alla produzione nei giorni restanti, con più linee attive, per garantire volumi e qualità dei prodotti. Uno stop sofferto, ha raccontato l’imprenditore, ma preso in accordo con i lavoratori dell’azienda. “Sarebbe stato impossibile prendere questa decisione senza il loro consenso. Siamo abituati a parlare, prima di prendere decisioni, e non a farle cadere dall’alto “, ha dichiarato Panizzi. Ancora incerti i tempi di ripresa della normale attività produttiva. “Tutto dipende dagli sviluppi dei prezzi. Se continuano ad essere questi e non ci sarà un ritorno a livelli sopportabili diventa veramente difficile fare una previsione”.

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