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SuperMercato

Sostenibilità, andamento lento. L’offerta aumenta del 5,3%, le vendite dell’1,2%

Le vendite a scaffale dei prodotti che comunicano in etichetta la sostenibilità crescono dell’1,2%, nel 2021, secondo quanto emerge dall’11esima edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy. Mentre il valore della spesa sostenibile degli italiani, lo scorso anno, è arrivato a 12,5 miliardi di euro tra supermercati e ipermercati e oggi il 25,6% dei prodotti, cioè oltre uno su quattro, presenta un richiamo alla sostenibilità. A scaffale, l’offerta aumenta ben più delle vendite, secondo i dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che registra un incremento del +5,3%, arrivando a toccare 32.787 referenze, pari al 25,6% dell’assortimento totale a scaffale. A dimostrazione dell’impegno crescente delle aziende su questo fronte, anche in termini di volontà di comunicarlo al consumatore.

Tra i quattro temi sostenibili rilevati negli scaffali, quello del management delle risorse (come “riciclabile”, “meno plastica” oppure la certificazione Ecolabel) resta il più importante, sia per numero di prodotti sia per valore delle vendite. E, nel 2021, è stato anche il secondo per espansione (+3%), dietro al paniere dei prodotti impegnati sul fronte della responsabilità sociale. Crescita annua sopra la media anche per i prodotti ottenuti nel rispetto degli animali, mentre resta inferiore l’andamento del paniere agricoltura e quello degli allevamento sostenibili.

Considerando tutte le 35 indicazioni rilevate nell’edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, tra etichette e certificazioni volontarie quella presente su più prodotti presenti fra gli scaffali dei supermercati è Biologico/EU Organic (rilevata sul 10,1% delle referenze), seguita dalla certificazione FSC (5,2%) e da “sostenibilità” e “riciclabile” (entrambi a 2,9%). Ad aver aumentato di più le vendite, nel corso del 2021, sono state le certificazioni relative al packaging: Ok-Compost (+35,3%), Rainforest Alliance (+16,3%) e le indicazioni “Mater-Bi” (+19,4%) e “compostabile” (+16,6%). Segno del forte interesse dei consumatori verso confezioni e imballi di tutti i prodotti, alimentari e non, che sono probabilmente considerati più problematici o dannosi.

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