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Domenico Raimondo: la mozzarella di bufala Dop costerà un euro in più. E molte aziende rischiano di saltare

Il grido d’allarme della filiera del latte è ormai assordante: il comparto è stremato dai rincari ed ogni anello, dall’allevatore alla distribuzione, è arrivato al limite dell’operatività. Oggi, sul quotidiano Il Mattino, Domenico Raimondo (in foto), presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala, spiega quali siano le difficoltà per il suo comparto e fa previsioni di un autunno durissimo, che definisce “bollente”. “Da mesi abbiamo lanciato l’allarme sull’insostenibili aumento dei costi di produzione, a partire da quelli per l’energia, ma invano. Ora i tempi delle elezioni e della formazione del nuovo governo non lasciano ben sperare in rapidi interventi: invece noi abbiamo bisogno di risposte immediate, prima di ottobre”.

A preoccupare, ovviamente, è anche il latte: settembre è tempo di rinnovi per la filiera e si parte da un prezzo che, alla stalla, è già arrivato ai due euro al litro. “La mozzarella di bufala Dop ha subito finora pochissimi aumenti. Se questa ondata di rincari non si ferma, dovremo essere fortunati per contenere gli aumenti intorno al 110% all’ingrosso. Questo significa che la bufala campana potrebbe costare il 15% o il 20% in più, al consumatore, cioè almeno un euro in più rispetto ad oggi”. Le preoccupazioni espresse da Raimondo sono tante e investono la Gdo che non riconosce gli aumenti – “vogliamo tutelare il potere di acquisto delle famiglie ma senza minare la nostra sopravvivenza” – il timore di una significativa riduzione della domanda e quello di un rallentamento dell’export, volano importantissimo per la Dop negli ultimi anni e che ha ancora ampi margini di crescita. E le conclusioni sono amare: “Rischiamo di veder saltare le aziende: ed è il Sud che rischia di vedere in crisi una sua bandiera”.

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