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Crisi dell’energia: il dairy svizzero chiede l’esenzione dal razionamento

Bo Milch, l’interprofessione del latte svizzera, esprime forti preoccupazioni per l’andamento dei prezzi e degli approvvigionamenti dell’energia che sta colpendo tutta l’Europa, in particolare rispetto alle ipotesi di razionamenti, previsti dal piano della Confederazione in caso di carenza di energia elettrica e gas durante i mesi invernali. In particolare, l’allarme riguarda le misure ideate per limitare le due fonti di energia per i grandi consumatori o, in una fase successiva, il taglio per alcune ore della rete elettrica. Al momento, spiega l’interprofessione latte, non è prevista nessuna esclusione da queste misure per i produttori di latte e i trasformatori.

Tuttavia, il Consiglio federale ha la facoltà, a seconda della situazione, di esentare alcune aziende di produzione e trasformazione che sono essenziali per l’approvvigionamento di base. Latte, burro o panna, spiega Bo Milch, sono alimenti di base. “Durante la pandemia di Covid”, scrivono in una nota, “è stato impressionante vedere cosa succede quando, come altri prodotti caseari, diventano una merce rara: le vendite sono triplicate e gli scaffali a volte sono rimasti vuoti”. Per evitare che questa situazione si ripeta, Bo Milch chiede ai dipartimenti responsabili dell’approvvigionamento energetico, di esentare i grandi consumatori dalla filiera del latte dal contingentamento o dall’interruzione della rete elettrica per alcune ore in caso di penuria di energia elettrica e gas.

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