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Cina: cala l’importazione lattiero casearia nel primo trimestre (-11,4%). Ma i formaggi italiani crescono del 10,7%

In Cina, la politica del contagio zero Covid, con i lockdown serrati, le conseguenti difficoltà logistiche e il calo dei consumi, rallenta le importazioni di prodotti lattiero caseari, secondo l’analisi del team Clal.it, benché gli acquisti di marzo 2022 siano aumentati lievemente (+3,4%) rispetto al mese precedente. Pechino sta infatti cercando di perseguire una lotta al Covid senza quartiere, in particolare a Shanghai, che è una delle realtà più dinamiche sul fronte dei consumi. Oltretutto anche la Cina risente, nel primo trimestre 2022, di una congiuntura internazionale particolarmente incerta.

In Cina calano i volumi (-11,4%), ma crescono i valori (+7,5%)

Complessivamente, fra gennaio e marzo di quest’anno, gli acquisti dall’estero di prodotti lattiero caseari sono diminuiti in quantità (-11,4% rispetto allo stesso periodo del 2021), mentre prezzi unitari in aumento su scala globale (anche per le minori quantità disponibili) hanno mantenuto alti i valori, cresciuti del 7,5% nel primo trimestre dell’anno per gli acquisti cinesi. Le produzioni domestiche di latte sono in aumento, con politiche di valorizzazione della materia prima a livello territoriale (compresa la produzione di polvere, facilmente stoccabile), ma è molto probabile che siano le difficoltà logistiche, combinate a prezzi unitari in crescita, che hanno comportato un rallentamento degli acquisti cinesi.

Bene anche i formaggi freschi italiani, che crescono del 4,9%

Buone, nonostante il quadro, le notizie per l’Italia. Le importazioni dal nostro Paese, nel primo trimestre 2022, si rivelano in controtendenza, con un aumento del 10,7% tendenziale degli acquisti di formaggi (+4,9% invece il trend dei formaggi freschi dall’Italia), risultati ancora più brillante se si confrontano con la diminuzione degli acquisti complessivi di formaggi da parte della Cina (-20,6% in quantità) e con la frenata dell’export di prodotti lattiero caseari dell’UE-27 (-21,4% fra gennaio e marzo 2022, con le vendite di formaggio in Cina che aumentano dell’1,4%). Un segnale importante, che sembra mostrare come la qualità italiana si stia ricavando una nicchia ad alto gradimento nel Paese asiatico.

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