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Ucraina, i flussi import ed export alla vigilia della guerra

Quanto sta accadendo in Ucraina, ha riflessi enormi sul settore agroalimentare mondiale ed è difficile prevedere come la situazione potrà evolvere. Oggi si è registrato un nuovo balzo, sui mercati mondiali, dei prezzi delle materie prime alimentari a seguito delle sanzioni comminate alla Russia per l’invasione in Ucraina. Entrambi i paesi sono grandi produttori di grano, le cui quotazioni sui mercati internazionali salgono dell’8.7%. Crescono anche il mais (+5%) e la soia (+3.9%). Ma, ovviamente, gli effetti sono ancora più ampi poiché coinvolgono i carburanti, i fertilizzanti agricoli ma anche la logistica e i prezzi dei trasporti. Di grande importanza, in questo momento, è anche l’analisi dei flussi import export per i prodotti lattiero caseari in Ucraina. Nel report Trade Data Monitor analizzato da Assocasari, il dato più interessante riguarda le importazioni ucraine di formaggio dalla Ue nell’anno appena trascorso che sono sempre aumentate, nel confronto con il 2020, a partire dalla fine dell’estate.

Nel mese di dicembre 2021 la crescita delle importazioni di formaggio in Ucraina è stata del 30% sullo stesso periodo 2020 mentre nell’intero anno è stata pari al +18%. Male invece l’import di burro, sceso dell’11% a dicembre e del 21% nel corso dell’intero anno. Sul piatto, con la situazione attuale, restano ora due incognite: il conflitto con la Russia e la decisione in sospeso delle autorità ucraine sull’opportunità di imporre misure di salvaguardia. Quanto alle esportazioni ucraine, nel 2021 si sono complessivamente indebolite rispetto all’anno precedente. Le spedizioni di siero verso la Cina sono calate di oltre la metà da inizio anno, forse sostituite da merce statunitense. In positivo solo l’export di formaggio ucraino (+9% nel 2021), destinato principalmente a Moldova e Kazakistan, calato però del 24% a dicembre 2021.

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