trasformazione & dintorni

Etichetta ambientale a semaforo: l’iniziativa di Foundation Earth sarà testata a settembre in Uk

Impatto ambientale e cambiamento climatico sono temi diventati sensibili e centrali, per il consumatore. Che sempre di più chiede di conoscere l’impatto che hanno la propria spesa alimentare e le proprie abitudini sul mondo in cui viviamo, sulle sue risorse e sul clima. Di recente, una ricerca tedesca ha messo in luce che ben il 75% dei consumatori vorrebbe l’etichetta climatica per gli alimenti. Proprio sul tema, in questi giorni, è stata lanciata l’iniziativa di Foundation Earth, organizzazione inglese senza scopo di lucro, che ha riunito alcuni alcuni big dell’industria alimentare, come Nestlé e Tyson Foods, un gruppo dei principali retailer europei (M&S, Sainsbury’s, The Co-op, Eroski) ed un team di scienziati con l’obiettivo di mettere a punto un’etichettatura specifica che assegni punteggi ambientali ai prodotti alimentari, consentendo così ai consumatori di orientare le proprie scelte di acquisto in modo più sostenibile.

L’etichetta utilizzerà un sistema a semaforo ispirato al lavoro dei ricercatori dell’Università di Oxford (Poore & Nemecek 2018) e sviluppato da Mondra, che valuta l’impatto ambientale degli alimenti analizzando l’agricoltura o allevamento, la lavorazione, l’imballaggio e il trasporto, attraverso quattro criteri chiave, che concorrono con pesi diversi alla determinazione della valutazione: utilizzo dell’acqua (17%) inquinamento dell’acqua (17%), perdita della biodiversità (17%) e carbonio (49%). In pratica, il sistema raccoglie informazioni sul prodotto, conduce una “valutazione del ciclo di vita” (Lca, Life Cycle Assesment) per quantificare l’impatto ed infine assegna il punteggio che si tradurrà nell’etichetta a semaforo da apporre sulla parte anteriore delle confezioni. Di certo, un’iniziativa che intercetta le istanze dei consumatori. Ma di cui sarebbe interessante conoscere maggiori dettagli, i criteri scientifici utilizzati per stabilire l’incidenza dei parametri e i calcoli effettuati. Altrettanto interessante sarà capire, in caso di adozione, come si relazionerà con il Nutriscore, già in uso in alcuni paesi e sempre più caldeggiato dalla Ue, soprattutto in caso di valutazioni contrastanti: è certo che alimenti che facilmente possono ottenere la A sul piano nutrizionale non è detto che altrettanto bene possano fare sotto il profilo dell’impatto ambientale. E allora, cosa farà il consumatore? E come si muoveranno i grandi gruppi mondiali?

Etichetta ambientale: la fase sperimentale inizierà a settembre 2021

Il primo test per valutare la risposta dei consumatori è previsto a settembre 2021 nel Regno Unito, con un gruppo di prodotti dei principali marchi alimentari, e utilizzerà un sistema a semaforo sviluppato dalla società di consulenza sulla sostenibilità Mondra. Nel frattempo, il colosso Nestlé sta finanziando un intenso programma di ricerca e sviluppo di nove mesi, che combinerà il metodo Mondra con un sistema ideato da un consorzio, finanziato dall’Ue, formato dall’Università belga di Leuven e dall’agenzia di ricerca spagnola Azti, per preparare la Fondazione al lancio dell’iniziativa in tutta Europa, nel 2022. Il programma pilota consentirà alla Fondazione ed ai suoi sostenitori di valutare non solo le prestazioni del metodo ma anche il modo in cui i consumatori rispondono all’etichetta, per poi sviluppare un sistema ottimale e completamente automatizzato da utilizzare nel Regno Unito e in Europa entro l’autunno 2022.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *