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La Michelin che non era a Sanremo, gli addetti senza vaccino della Gdo, il primo post di Sami Kahale e la fiducia di Santambrogio negli italiani: una settimana da social

Il mondo, ancor più di questi tempi, scorre sulle loro pagine. Ci si informa, si discute, ci si diverte, si gioca, si litiga, si compra e persino ci s’innamora. E anche l’universo che ruota intorno al food non fa eccezione, dai prodotti alle discussioni più accese è tutto lì, sui social, croce e delizia del nostro tempo. Questa mini rassegna social, senza nessuna pretesa d’esaurire l’argomento, raccoglie spunti, argomenti di discussione e curiosità accadute nell’ultima settimana sulla piazza virtuale.

No, la Michelin non era a Sanremo

Produciamo pneumatici, pubblichiamo ogni anno una guida gastronomica, partecipiamo a competizioni motoristiche ma no, non eravamo sul palco dell’Ariston. La gaffe finale di Sanremo, che fa diventare Michelin (invece di Michielin, ndr) la seconda arrivata alla competizione canora, diventa un post divertente e un ottimo modo, per l’azienda e il suo communication manager, di raccontarsi. Esempio perfetto di social media marketing o di cosa possano produrre spirito e tempismo se ben utilizzati.

Caro governo, quando ci vaccini?

La loro pazienza sta davvero arrivando alla fine. Se c’è una categoria che in questi mesi durissimi non si è mai fermata, nemmeno durante il lockdown del 2020, e che ha continuato a garantire un servizio essenziale fra mille e più difficoltà, incontrando ogni giorno centinaia di persone, sono loro, gli addetti dei supermercati. Erano eroi nel 2020, oggi che c’è da stabilire chi debba avere per primo il vaccino nessuno, o quasi, se ne ricorda. Alcune insegne si sono dette pronte a partecipare alla campagna vaccinale, come Conad, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha proposto qualche giorno fa dei vaccinarli. Ma ancora, sui giornali, si parla di insegnanti, docenti universitari, veterinari, forze armate e personale delle comunità. Ma di loro, di quelli che riempiono gli scaffali, ci servono ciò che mettiamo in tavola e alla cassa ci fanno pagare, sorridendo spesso sotto le mascherine, per il momento non c’è traccia. “Noi che ci siamo sempre stati, già da quando i professori se ne stavano protetti in Dad. Noi che non siamo medici o infermieri ma mai avremmo pensato che il nostro lavoro sarebbe stato così a rischio. Noi, che ci dicono sempre che siamo fondamentali. Noi, gli stessi noi, sempre qua, ma che voi (il governo, ndr) continuate a non vedere” è scritto in questo messaggio/appello che sta girando sui social. E come non condividere?

Sami Kahale e quel primo post per ringraziare “le nostre persone”

Di certo, l’ad di Esselunga non è un tipo da social. Da quando è alla guida dell’insegna non ha mai pubblicato nulla, a differenza di molti altri suoi colleghi. Ma in questi giorni lo ha fatto, per veicolare il video di Esselunga su questo anno “surreale”, come lo descrive, e per fare due ringraziamenti. Il primo è a quelle che chiama “le nostre persone”, di cui loda l’impegno, la tenacia e l’abnegazione, l’altro è ai clienti, alla loro pazienza e alla fiducia che non è mai mancata. E il videodiario del lockdown ha come protagonisti proprio loro: magazzinieri, commessi, impiegati, responsabili di punto vendita, addetti all’e-commerce e cassiere dell’Esselunga.

La fiducia di Santambrogio

Difficile, di questi tempi, sentir parlare di fiducia. Ancor di più nel primo lunedì in cui l’Italia torna ad essere colorata quasi tutta di rosso. Ma per fortuna, c’è anche chi trova nella cronaca faticosa di queste giornate la forza di uno sguardo positivo. “La fiducia è il motore della ripresa, il vaccino contro la paura, la forza che aiuta la speranza”, scrive Giorgio Santambrogio, ad di Gruppo Végé. Che si affida alle parole di Hemingway per trasmettere, dalla sua seguitissima pagina di LinkedIn, questa iniziezione di positività: “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è dargli fiducia”.

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