trasformazione & dintorni

Un lavoro per l’Olimpiade: il modello Brazzale-Strati innova il rapporto tra atleti e mondo delle imprese

Non una sponsorizzazione, ma qualcosa di ben più innovativo, che coniuga l’attività sportiva, e la preparazione alle Olimpiadi, con la crescita professionale. L’ultima iniziativa di Brazzale, presentata ieri nei nuovi uffici direzionali del gruppo, a Zané (Vi), è il sostegno al cammino Olimpico di Laura Strati, lunghista azzurra che milita nelle file dell’Atletica Vicentina. Tre titoli italiani assoluti outdoor e tre indoor, classe 1990, prima dell’uragano Covid Strati era impegnata nella preparazione delle Olimpiadi 2020. Slittato al 2021 questo appuntamento, la campionessa si è ritrovata quasi senza sponsor, con il serio rischio di dover rinunciare al sogno Olimpico. Poi l’incontro con il gruppo caseario Brazzale, sponsor di Atletica Vicentina, e una nuova possibilità: continuare la preparazione per Tokyo 2021 sostenendosi attraverso il lavoro nella divisione Export Europa, con particolare focus sul mercato spagnolo, che ben conosce, e orari studiati ad hoc per adattarsi alle necessità sportive, che le consentono di allenarsi ogni giorno e, insieme, di sviluppare una professionalità, mettendo a frutto i suoi talenti e la laurea in relazioni internazionali. Oltre che nella sua attività lavorativa commerciale, Laura Strati sarà valorizzata come testimonial nella comunicazione del gruppo.

Il modello Strati-Brazzale

Da sinistra: Luca Figini (giornalista), Roberto Brazzale (presidente del Gruppo), Laura Strati (campionessa italiana di salto in lungo) e Paolo Noaro (presidente di Atletica Vicentina.

Come nella tradizione del gruppo Brazzale, questa iniziativa è, prima di tutto, la volontà di guardare alle cose in un modo diverso, secondo geometrie inconsuete e originali. Allo stesso tempo, apre una breccia sulla realtà dello sport e delle associazioni sportive in Italia che vivono una situazione di asimmetria competitiva causata dalla presenza quasi monopolistica dei gruppi di Stato. Queste squadre, se da un lato sono viste come supporto indispensabile per garantire agli atleti la possibilità di svolgere attività sportiva a tempo pieno, dall’altro intercettano i migliori tra loro, formati nei vivai delle società sportive private, che dopo aver lottato per scovare e sostenere questi giovani durante la loro formazione, sono spesso costrette a rinunciarvi ai loro campioni nel momento in cui potrebbero attrarre risorse economiche attraverso la valorizzazione della loro immagine. Un inno alla libertà che non coinvolge solo il mondo dell’atletica e dello sport: gli atleti legati ai gruppi sportivi dello Stato potrebbero non esprimere a pieno il loro potenziale di valorizzazione dell’immagine deprimendo così la capacità del settore di creare valore economico offerto dalla figura e dalle storie degli atleti in un mondo, spesso poco conosciuto, fatto di passione, sacrifici, entusiasmo, energia, dedizione e molto, moltissimo impegno. Ma anche un modo, per l’atleta, di cominciare a strutturare una professione da intraprendere una volta terminare le gare. Quello concretizzato da Strati-Brazzale, realizzato insieme ad Atletica Vicentina di cui l’azienda è sponsor dal 2019, è un modello alternativo in Italia e potrebbe costituire un precedente replicabile in futuro e in altri casi. 

In foto: Laura Strati insieme ai fratelli Roberto, Gianni e Piercristiano Brazzale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *