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Valoritalia conferisce la certificazione EquiPlanet ad Auricchio

Valoritalia ha conferito ad Auricchio la certificazione EquiPlanet, lo standard che attesta la gestione della sostenibilità in coerenza con l’Agenda Onu 2030 e i principi ESG. “Abbiamo scelto di sottoporci al processo di auditing di Valoritalia per la certificazione EquiPlanet per attestare in modo trasparente e misurabile il nostro impegno verso modelli di business sostenibili. Ottenere la certificazione sulla sostenibilità aziendale rappresenta per noi un passo concreto per consolidare la fiducia di stakeholder, partner e clienti, dimostrando la nostra responsabilità ambientale e sociale”, ha affermato Gugliemo Auricchio, Head of Sustainability Auricchio.

Che cos’è EquiPlanet

Lo standard EquiPlanet, sviluppato dall’organismo di certificazione Valoritalia insieme a Santa Chiara Next (spin-off dell’Università di Siena), valuta la coerenza delle politiche aziendali con gli SDGs e con il Global Compact delle Nazioni Unite. La griglia di verifica è articolata in quattro ambiti, venti tematiche e ottantotto requisiti che coprono dimensioni ambientali e sociali (diritti, inclusione, pari opportunità, merito), oltre agli aspetti di governance. Per Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, la certificazione valorizza anche le dimensioni sociali della sostenibilità, spesso meno visibili ma decisive per un modello d’impresa duraturo. Angelo Riccaboni, presidente EquiPlanet, sottolinea che l’adesione allo standard aiuta le imprese ad allinearsi a regolamentazioni e buone pratiche internazionali, facilitando l’accesso a opportunità di mercato e finanziarie. Guglielmo Auricchio, Head of Sustainability di Auricchio, evidenzia la volontà di attestare in modo trasparente e misurabile l’impegno aziendale su ambiente e sociale.

Auricchio: profilo e presenza internazionale

Fondata nel 1877 da Gennaro Auricchio a San Giuseppe Vesuviano, l’azienda è cresciuta mantenendo un forte presidio artigianale: ogni Provolone Auricchio è ancora modellato a mano e custodisce il tradizionale “segreto di don Gennaro”. Oggi il gruppo conta nove unità produttive in Italia, due filiali commerciali all’estero, presenza in oltre sessanta Paesi e un portafoglio con marchi storici come Ceccardi, Locatelli (USA), Giovanni Colombo, Caseificio Villa, Ambriola Company e 3B Latte. Il fatturato è intorno a trecentonovanta milioni di euro; in Italia si registra più tre per cento a volume e una quota del Provolone pari al 50%. Le esportazioni superano il 45% del fatturato.