USA–Iran: gli effetti sul mercato mondiale dei prodotti lattiero-caseari
Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran stanno iniziando a riflettersi indirettamente anche sul mercato globale dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto attraverso l’aumento dei costi energetici, dei noli marittimi e dei costi di finanziamento delle commodity. Le tensioni nel Golfo Persico, infatti, influiscono sul costo dell’energia e sulla logistica internazionale, due variabili fondamentali per il commercio mondiale di polveri di latte, burro e formaggi.
Aumentano energia, noli e assicurazioni
Le tensioni nell’area del Golfo e lungo alcune rotte marittime strategiche stanno già contribuendo a sostenere i prezzi del petrolio e ad aumentare i costi di trasporto e assicurazione delle spedizioni verso Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale. In uno scenario di noli più elevati, i fornitori geograficamente più vicini ai mercati del Medio Oriente – come l’Unione europea – possono risultare relativamente più competitivi rispetto a esportatori più distanti come Oceania o Stati Uniti.
Mercati: grassi sotto pressione, polveri in recupero
Il contesto geopolitico si inserisce in un mercato lattiero-caseario già caratterizzato da forti differenze tra categorie di prodotto. Secondo i dati CLAL, il prezzo mondiale del burro nei primi mesi del 2026 si colloca intorno a 4.150 euro per tonnellata, molto al di sotto dei livelli superiori a 7.000 euro per tonnellata registrati alla fine del 2024, confermando una forte correzione nel comparto dei grassi.
Anche i dati della Commissione europea indicano movimenti divergenti tra regioni:
- il burro UE è sceso a circa 4.873 dollari per tonnellata tra inizio e metà febbraio
- nello stesso periodo il burro dell’Oceania è salito a 5.625 dollari per tonnellata, ampliando il differenziale tra le due aree.
Il mercato dei formaggi mostra segnali di debolezza in Europa: nello stesso intervallo i prezzi medi UE sono scesi a circa 4.012 dollari per tonnellata, mentre cheddar in Oceania e negli Stati Uniti è cresciuto rispettivamente del 2,4% e dell’1,2%.
Polveri più dinamiche
La situazione appare diversa nel comparto delle polveri di latte, dove i prezzi stanno mostrando segnali di recupero. Tra il 1° e il 15 febbraio 2026 il prezzo della SMP europea è salito del 5,8%, raggiungendo 2.616 dollari per tonnellata, l’Oceania ha registrato un aumento dell’8,5% e negli Stati Uniti la crescita è stata del 15,1%, fino a 3.526 dollari per tonnellata. Anche il latte intero in polvere (WMP) ha registrato rialzi in diverse regioni.
Nonostante questi movimenti, il quadro generale resta quello di un mercato mondiale con offerta abbondante: le consegne di latte nei principali Paesi esportatori restano oltre il 4% sopra i livelli dell’anno precedente. In questo contesto, le tensioni geopolitiche rappresentano soprattutto un fattore di rischio e volatilità.
