DOP e IGP: i chiarimenti del Masaf sull’obbligo di indicare il produttore in etichetta
Nei prodotti DOP e IGP deve essere sempre possibile identificare l’operatore responsabile della produzione o della trasformazione. E’ questo, in sintesi, l’intervento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) per chiarire l’applicazione delle norme europee sull’etichettatura dei prodotti a Denominazione di origine protetta (DOP) e Indicazione geografica protetta (IGP), in particolare per quanto riguarda l’obbligo di indicare il produttore.
Il chiarimento riguarda l’interpretazione delle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 2024/1143, che disciplina il sistema europeo delle indicazioni geografiche. Negli ultimi mesi il tema aveva generato dubbi tra operatori e consorzi, soprattutto in relazione ai prodotti commercializzati con marchi della grande distribuzione o con etichette diverse da quelle del produttore.
L’indicazione del produttore di Dop e Igp in etichetta
Secondo il chiarimento fornito dal Masaf, nei prodotti DOP e IGP deve essere sempre possibile identificare l’operatore responsabile della produzione o della trasformazione. Questo significa che l’etichetta deve riportare in modo chiaro il soggetto che ha realizzato il prodotto o che ne è responsabile nella fase produttiva. L’obiettivo della norma è garantire la tracciabilità e la trasparenza lungo la filiera, elementi centrali nel sistema delle indicazioni geografiche europee. La questione era emersa in particolare per i prodotti DOP e IGP commercializzati con marchi della distribuzione organizzata o con etichette che mettono in evidenza il marchio commerciale piuttosto che il produttore.
Il ruolo dei consorzi di tutela
Il sistema delle indicazioni geografiche si basa su disciplinari di produzione e su controlli affidati a organismi di certificazione. In questo contesto i consorzi di tutela svolgono un ruolo importante nella gestione delle denominazioni. Il chiarimento del ministero si inserisce in un quadro normativo che punta a rafforzare l’identità delle produzioni certificate e a garantire una maggiore chiarezza per il consumatore circa la carta d’identità dei prodotti.
Il chiarimento del Masaf contribuisce a definire meglio le modalità di applicazione delle norme europee sulle indicazioni geografiche. Formaggi come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Asiago o Pecorino Romano sono commercializzati attraverso una pluralità di operatori e canali distributivi; la possibilità di identificare con precisione il produttore rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il sistema delle indicazioni geografiche cerca di mantenere il posizionamento.
