Hansen, commissario all’Agricoltura Ue, annuncia una revisione del regolamento Ocm
Un approccio ‘sul campo’. E’ quanto ha promesso Christophe Hansen (foto), Commissario per l’agricoltura designato dal Lussemburgo, durante le audizioni dei Commissari Ue davanti alle Commissioni del Parlamento, annunciando che uno dei suoi primi viaggi sarà a Valencia per valutare le misure di assistenza. Per quanto riguarda la sua “vision per l’agricoltura”, che dovrebbe essere lanciata durante i primi 100 giorni da commissario, ha sottolineato che un’applicazione “taglia unica” potrebbe non funzionare e che lavorerà in base alle raccomandazioni dell’European Board for Agrifood, l’organismo consultivo che sarà presto convocato. Hansen ha anche annunciato che uno dei primi progetti concreti che presenterà è quello di una revisione mirata del regolamento sul Common Market Organisation (OCM), rafforzando il ruolo delle organizzazioni di produttori e facilitando l’applicazione transfrontaliera delle norme contro le pratiche commerciali sleali (UTP). Pur non entrando molto nei dettagli sulla struttura della prossima PAC post 2027, Hansen ha convenuto che il sostegno dovrebbe essere più mirato agli agricoltori attivi. Hansen ha anche sottolineato l’importanza del ricambio generazionale, dato il numero esiguo di agricoltori di età inferiore ai 40 anni nell’UE. Infine, si è dichiarato non favorevole all’implementazione dell’ETS (Emission Trading System) per l’agricoltura, date le difficoltà amministrative che ne deriverebbero, ma ha suggerito un sistema di benchmarking di facile utilizzo per aiutare gli agricoltori ad aderire ai requisiti di sostenibilità.
Nelle stesse audizioni, sempre in tema di agroalimentare, Maros Sefcovic, nuovo Commissario per il commercio e la sicurezza economica, ha promesso di voler rafforzare i legami con i partner commerciali della UE e di concludere gli Accordi di Libero Scambio in sospeso. Per quanto riguarda il Mercosur, la cui chiusura è prevista prima della fine di novembre, Sefocovic ha affermato che non intende “sacrificare” l’agricoltura, pur ammettendo che in tale area la Ue sta perdendo quote di mercato a favore della Cina e che quindi ha bisogno di rafforzare la sua attività commerciale.
