trasformazione & dintorni

UE: giù i listini del burro

Domanda debole, scorte, scarsa competitività dei prezzi, aumento delle consegne di latte e quadro internazionale sempre più affollato di player e prodotti: vive settimane impegnative il settore del burro in Unione Europea. In sintesi, l’Ue affronta una doppia pressione: offerta in aumento (volumi e qualità) e competizione esterna più aggressiva, in una fase in cui la domanda internazionale è selettiva e quella interna non assorbe abbastanza in fretta. Nel complesso, la settimana 44 mostra frecce arancioni per le principali commodity UE: burro a 544 euro/100 kg (−7,0% sulla media delle ultime 4 settimane), SMP a 216 euro/100 kg (−1,8%), WMP a 348 euro/100 kg (−5,2%), cheddar sostanzialmente piatto a 442 euro/100 kg (+0,2%).

Secondo le analisi diffuse da CLAL, da agosto 2025 le consegne di latte nell’Unione Europea hanno registrato un incremento marcato: circa +370.000 tonnellate (+3,1%) in un mese, cui si aggiunge una stima per settembre di +490.000 tonnellate (+4,3%). In parallelo è migliorata la qualità media alla stalla: tenore di grasso 4,03%, +0,3% rispetto ad agosto 2024. L’aumento di disponibilità e la maggiore “sostanza secca” hanno contribuito a far crescere le giacenze di burro. Il quadro della domanda resta però fragile. CLAL segnala che i prezzi UE del burro, dopo quasi un anno su livelli elevati, stanno rientrando per recuperare competitività. Il commercio mondiale nei primi sette mesi del 2025 ha segnato +18,2%; solo l’Unione Europea, secondo esportatore globale, ha ridotto le proprie spedizioni, segnale di perdita relativa di posizione sui mercati internazionali.

Sul fronte latte spot italiano, netto arretramento da 51,0 a 47,5 euro/100 kg tra 26 ottobre e 9 novembre, pari a −3,5 centesimi al litro in due settimane. Per l’industria, questo si traduce in una maggiore prudenza nella programmazione di fine anno e nella gestione delle scorte di grassi e polveri.