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Tetra Pak testa con Sterilgarda il cartone senza alluminio: fino al 90% da fonti rinnovabili

Un cartone asettico senza alluminio, con una quota di materiali rinnovabili che arriva fino al 90%. È la novità tecnologica presentata da Tetra Pak insieme a Sterilgarda Alimenti, che si inserisce nel difficile percorso del packaging a basso impatto nel lattiero-caseario.

La novità riguarda il formato Tetra Brik Aseptic da un litro, tradizionalmente basato su una struttura multistrato che include anche una barriera in alluminio. In questo caso, la funzione barriera viene affidata a una soluzione a base carta, mantenendo prestazioni comparabili in termini di conservazione del prodotto e shelf life.

Carta al posto dell’alluminio: cosa cambia davvero

Il punto non è solo tecnico. L’eliminazione dell’alluminio consente di semplificare la struttura del packaging, che passa da tre materiali principali a due: carta e polimeri. Secondo i dati comunicati dall’azienda e verificati da Carbon Trust, questa configurazione può ridurre l’impronta carbonica del contenitore fino al 50% rispetto alle soluzioni tradizionali.

Questa potrebbe rappresentare una leva concreta per rispondere a tre pressioni ormai strutturali: obiettivi di sostenibilità stringenti, richieste della distribuzione organizzata e crescente attenzione del consumatore finale. L’aumento della componente in carta ha anche implicazioni sul fronte del fine vita. Una maggiore presenza di fibra può facilitare i processi di recupero e migliorare la qualità del materiale riciclato, in un contesto in cui la gestione dei rifiuti da imballaggio è sempre più centrale nelle politiche europee.

Resta però il nodo industriale: mantenere le performance di una confezione asettica senza l’alluminio è una sfida complessa, soprattutto in termini di protezione da ossigeno e luce. Il fatto che questa soluzione arrivi a scala commerciale è il vero elemento di discontinuità.

Tetra Pack: dalla sperimentazione al mercato

Il progetto non nasce oggi. Tetra Pak sta investendo da anni nello sviluppo di materiali alternativi, con un impianto pilota dedicato in Svezia e un piano di investimento di circa 100 milioni di euro all’anno fino al 2030. La collaborazione con Sterilgarda Alimenti mostra che il passaggio dalla ricerca alla produzione è già in corso. Non più prototipi, ma applicazioni industriali in grado di reggere le esigenze di distribuzione a temperatura ambiente.

Il packaging come leva competitiva

Per il lattiero-caseario, il segnale è chiaro. Il packaging non è più solo un elemento di contenimento o conservazione, ma una componente sempre più strategica nella costruzione del valore.

Riduzione delle emissioni, semplificazione dei materiali, miglioramento della riciclabilità: sono tutti fattori che stanno entrando nelle decisioni di acquisto della distribuzione e, sempre di più, anche dei consumatori. In questo contesto, soluzioni come quella testata da Tetra Pak indicano la direzione. Con un vincolo non negoziabile: salvaguardare il prodotto.