Tavolo latte: le sindacali agricole chiedono prezzo equo e gestione dell’offerta
Il Tavolo latte convocato il 2 dicembre al Masaf dal ministro Francesco Lollobrigida si è concentrato su tre temi temi: dinamica dei prezzi alla stalla, gestione delle eccedenze e strumenti per programmare la produzione. L’obiettivo dichiarato dalle organizzazioni presenti era “fermare la discesa dei prezzi del latte”, in un contesto in cui lo spot è sceso dal picco di 68,30 euro/quintale di luglio ai 47,94 euro/quintale di novembre.
Nel complesso, dal Tavolo del 2 dicembre emerge una forte richiesta di strumenti di gestione dell’offerta e dei prezzi, dal prezzo indicizzato con fasce per le eccedenze alla programmazione produttiva volontaria, passando per il rilancio dell’OCM Latte.
Copagri: “Prezzi e indicatori internazionali non allineati”
Il presidente di Copagri, Tommaso Battista, ha parlato di un “crescente divario tra valore reale del latte e prezzo riconosciuto agli allevatori”. Secondo Battista, la “significativa diminuzione del prezzo del latte non trova riscontro nei principali indicatori di mercato europei e internazionali”, creando “una condizione di squilibrio che rischia di incidere sulla sostenibilità economica delle aziende zootecniche”. Copagri ha sollecitato interventi strutturali, invocando una programmazione della produzione, la convocazione periodica del Tavolo Latte, un monitoraggio continuo degli indicatori di mercato e, sul piano comunitario, un programma europeo di riduzione volontaria della produzione.
Cia: patto di filiera e rilancio dell’OCM Latte
La Cia–Agricoltori Italiani ha chiesto di non trattare il latte come una semplice commodity, sottolineando che mentre il prezzo alla stalla scende rapidamente, i prezzi al consumo non seguono la stessa dinamica, con un’iniquità percepita lungo la catena. L’organizzazione ha proposto un “patto di filiera” con impegni precisi di tutti gli anelli – allevatori, industria e distribuzione – e ha rilanciato l’idea di una OCM Latte rafforzata come strumento per stabilità, programmazione e gestione delle eccedenze.
Guarneri (Confcooperative): prezzo differenziato e contingentamento della mandria
Dal fronte cooperativo, Confcooperative – per voce di Giovanni Guarneri – ha avanzato la proposta di un prezzo differenziato: “Una quota indicizzata e una tariffa specifica per il latte in esubero. È l’unico modo per collegare il valore del latte al fabbisogno produttivo interno”, ha dichiarato il presidente del settore lattiero–caseario.
La federazione ha inoltre proposto di contingentare il patrimonio bovino nazionale, fissando limiti all’aumento dei capi per stalla, e di prevedere un intervento settoriale specifico per il comparto lattiero–caseario nell’ambito della prossima programmazione agricola comunitaria, insieme all’istituzione di una vera OCM Latte.
Legacoop Agroalimentare, dal canto suo, ha presentato un piano che combina prezzo base per il latte entro le quantità contrattuali e prezzo distinto per le eccedenze, controllo della crescita della mandria, valorizzazione del surplus tramite canali sociali o destinazioni dedicate e uso degli strumenti comunitari per la gestione delle scorte (polveri, burro).
Confagricoltura: no alle riduzioni di prezzo sulle filiere DOP/IGP
In questo quadro si colloca anche la posizione di Confagricoltura, che ha ribadito di non accettare riduzioni del prezzo in Italia, con particolare riferimento alle filiere orientate ai formaggi DOP e IGP, considerate un pilastro dell’agroalimentare nazionale. Ridurre eccessivamente il prezzo del latte significherebbe, secondo l’organizzazione, mettere a rischio non solo le stalle ma anche la catena del valore dei prodotti di qualità e la tenuta economica dei territori rurali.
