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Nuova Zelanda, ottobre in chiaroscuro: polveri in flessione, grassi e formaggi tengono

L’export lattiero–caseario della Nuova Zelanda chiude ottobre con un quadro eterogeneo, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari: volumi in calo per latte scremato e intero in polvere, mentre la maggior parte delle altre categorie – grassi butirrici, formaggi e butteroil – registra incrementi. Nel complesso, sia le esportazioni da inizio anno (YTD) sia quelle da inizio stagione restano positive in equivalenti latte, sostenute da spedizioni più robuste di grassi, formaggi e, su base stagionale, di WMP.

Sul fronte dei mercati, la domanda più debole dall’Algeria continua a pesare sui risultati, mentre quella cinese mostra segnali di miglioramento. Il Sud-est asiatico riduce gli acquisti in ottobre ma resta sopra ai livelli dello scorso anno, e dopo la battuta d’arresto di settembre le spedizioni verso l’Unione europea rimbalzano, con volumi significativi di WMP (1.338 tonnellate) e butteroil (1.285 tonnellate) destinati al mercato comunitario. Il quadro suggerisce una Nuova Zelanda che sposta progressivamente il baricentro dall’export di polveri verso grassi e formaggi a maggiore valore, con la Cina e anche l’Unione europea in primo piano nel ridisegnare geografia e mix dell’offerta.

Nuova Zelanda: sei mesi di calo per l’SMP, correzione per il WMP

Per il latte scremato in polvere (SMP), ottobre segna il sesto mese consecutivo di flessione. Il rallentamento è imputabile soprattutto alla minore domanda dai Paesi MENA, in particolare dall’Arabia Saudita, e dalla Cina. Il Sud-est asiatico mantiene volumi stabili nel solo mese di ottobre, ma su base cumulata gli acquisti più deboli della regione, insieme a quelli dell’area MENA, frenano i risultati della Nuova Zelanda. In controtendenza la Cina, dove le spedizioni sono aumentate del 10% nel 2025 e rappresentano ora il 38% delle esportazioni neozelandesi di SMP.

Per il latte intero in polvere (WMP), dopo quattro mesi consecutivi di crescita, le esportazioni arretrano in ottobre, pur mantenendo un incremento del 5% da inizio stagione. Anche in questo caso il freno principale è l’Algeria, affiancata da una domanda più debole da parte di altri Paesi MENA, parzialmente compensata da maggiori volumi verso Sri Lanka e Sud-est asiatico. Le spedizioni verso la Cina restano robuste: il lieve aumento di ottobre porta i volumi YTD in linea con quelli dello scorso anno.

Formaggi, burro e butteroil: Cina principale destinazione

Sul segmento formaggi, le esportazioni della Nuova Zelanda da inizio stagione mostrano un lieve calo a causa di spedizioni deboli a luglio e agosto, ma i volumi di ottobre e il cumulato YTD risultano in crescita. La Cina si conferma il principale motore di sviluppo e assorbe il 30% del totale, mentre contributi positivi arrivano anche da Sud-est asiatico, Giappone, Unione europea e Corea del Sud.

Per il burro, dopo un secondo trimestre sottotono, i flussi riprendono a crescere grazie a una forte domanda cinese e, in misura minore, del Sud-est asiatico. I volumi cumulati dei primi dieci mesi dell’anno sono i più elevati dal 2018, confermando il ruolo della Nuova Zelanda come player chiave sui grassi butirrici.

Anche il butteroil mostra una dinamica solida nel 2025: l’incremento di ottobre, pur moderato, si innesta su una base di confronto molto debole del 2024. L’Unione europea emerge come driver significativo con volumi più che triplicati YTD (16.295 tonnellate), inclusi i 1.285 tonnellate spediti nel solo mese di ottobre.