Raccontare la forza di un territorio: il ‘Sei di coccio’ de L’Antica Cascina premiato a Milano
Dalla ferita alla condivisione: è questo il messaggio del formaggio ‘Sei di coccio’ dell’azienda di Forlì L’Antica Cascina. Avvolto in argilla cruda, il ‘Sei di coccio’ è una risposta creativa e sostenibile che racconta la forza di un territorio. Una storia di resistenza e rinascita che ha portato questo formaggio anche a vincere un premio ai “Formaggi & Consumi Awards 2025”, assegnati alla fiera internazionale Tuttofood a Milano da una giuria di buyer e giornalisti del settore.
Sei di coccio: la storia di un formaggio nato dopo l’alluvione
Sei di coccio nasce come risposta creativa e simbolica alla disastrosa alluvione che ha colpito il territorio forlivese e la Romagna nel maggio 2023. In quei giorni, il fango e l’argilla che avevano invaso città e campagne sembravano solo una ferita. Ma per L’Antica Cascina, l’argilla è diventata materia prima e metafora: da ostacolo a risorsa. Da qui prende vita “Sei di Coccio”, un formaggio affinato in un guscio di argilla cruda che consente una maturazione lenta e naturale, senza l’utilizzo del frigorifero. Il risultato è un prodotto con caratteristiche uniche, dal profumo aromatico, profondo ed equilibrato. Il “Sei di Coccio” è stato premiato soprattutto per il suo concept esperienziale: il formaggio, una volta acquistato, continua a maturare a casa del consumatore, che può decidere autonomamente quando è il momento giusto per aprirlo. Rompere la crosta diventa così un rituale conviviale, un gesto consapevole che restituisce centralità al tempo, alla cura, alla condivisione.
“Non si acquista solo un sapore, ma un’esperienza” spiegano dall’azienda, che ha curato anche una confezione pensata per guidare il consumatore nel gesto dell’apertura e della degustazione. Un format che unisce innovazione, tradizione e sostenibilità in un equilibrio raro nel settore. Gian Luca Gazzoni, amministratore delegato e ideatore del progetto insieme al figlio Michele, ha dichiarato: “Il ‘Sei di Coccio’ è nato dopo che il nostro territorio e la nostra gente hanno vissuto momenti difficili, ma lo spirito romagnolo ci ha spinti a metterci in gioco con caparbietà e coraggio. È stato un progetto complesso, che ha richiesto oltre un anno di studio e ricerca. Abbiamo avuto il prezioso supporto scientifico del CNR, e la collaborazione entusiasta e competente della giovane ceramista forlivese Marta Branzaglia che ci ha affiancati nella delicata fase di messa a punto del processo di affinamento nell’argilla. Ringrazio poi ogni componente del nostro team: ognuno ha lasciato un’impronta in questo progetto che parla di identità, resistenza e futuro”.
