La filiera del Parmigiano Reggiano accoglie il console generale degli Stati Uniti
Il Console Generale USA Douglass Benning in visita alla filiera del Parmigiano Reggiano. Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni verso il mercato americano crescono del 2,5%, mentre il Consorzio rafforza la propria presenza istituzionale in Nord America
Gli Stati Uniti restano il primo mercato estero del Parmigiano Reggiano e, allo stesso tempo, uno dei terreni più delicati per la tutela internazionale della Dop. È in questo quadro che si inserisce la visita del Console Generale degli Stati Uniti, Douglass Benning, alla filiera del Parmigiano Reggiano, presso l’Azienda Agricola Bertinelli a Noceto, in provincia di Parma.
Dopo un tour guidato della filiera produttiva e una degustazione di Parmigiano Reggiano a diverse stagionature, il Console ha incontrato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, per un confronto dedicato allo sviluppo delle relazioni economiche e istituzionali tra il territorio della Dop e gli Stati Uniti.
L’incontro arriva in una fase in cui il mercato americano continua a mostrare segnali positivi per la denominazione. Nei primi cinque mesi del 2026, le esportazioni di Parmigiano Reggiano verso gli Stati Uniti sono cresciute del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di circa 7mila tonnellate. Il dato conferma la tenuta della domanda americana, nonostante un contesto segnato da incertezze tariffarie, tensioni geopolitiche e confronto sempre più acceso sul valore delle indicazioni geografiche.
USA, mercato strategico e terreno di confronto
Per il Parmigiano Reggiano, gli Stati Uniti non sono soltanto un mercato di sbocco. Sono un banco di prova commerciale, culturale e giuridico. Il consumatore americano mostra una crescente familiarità con la Dop, ma il mercato resta attraversato dalla presenza di prodotti evocativi, imitazioni e denominazioni considerate generiche dall’industria statunitense.
Il tema è particolarmente sensibile proprio mentre negli Stati Uniti prosegue la battaglia sui common names, con l’obiettivo di difendere l’uso di termini come “parmesan” nei mercati internazionali. Per il sistema europeo delle Dop, invece, la protezione dei nomi geografici è parte integrante della tutela del valore: non riguarda solo il prodotto, ma il legame con origine, disciplinare, controlli, filiera e reputazione costruita nel tempo. La visita istituzionale assume quindi un significato più ampio.
Il ruolo della Parmigiano Reggiano USA Corporation
Al centro dell’incontro anche le prospettive di sviluppo della Parmigiano Reggiano USA Corporation, creata per rafforzare il dialogo con istituzioni, operatori economici e stakeholder locali. La struttura punta a consolidare la presenza della Dop in Nord America attraverso attività di formazione, educazione sul prodotto, relazioni con la distribuzione e iniziative di tutela.
È una scelta strategica. In un mercato complesso come quello statunitense, la crescita non può dipendere soltanto dalla disponibilità di prodotto o dalla domanda dei consumatori più evoluti. Serve una presenza stabile, capace di lavorare con retailer, distributori, media, istituzioni, chef, operatori foodservice e mondo accademico.
Il Consorzio ha condiviso con il Console anche alcune delle linee strategiche presentate durante il recente Summer Fancy Food Show di New York, dove il Parmigiano Reggiano ha riunito retailer, distributori, istituzioni e media statunitensi per discutere il futuro della Dop in Nord America.
Tra i temi affrontati, il ruolo delle indicazioni geografiche come modello di sviluppo per le eccellenze agroalimentari, la valorizzazione degli autentici ingredienti italiani e la costruzione di una collaborazione stabile tra produttori, istituzioni e distribuzione per creare valore lungo l’intera filiera.
Nel corso dell’incontro, il Consorzio ha proposto di avviare, in sinergia con la rete consolare, collaborazioni in ambito governativo e accademico dedicate alla ricerca e all’educazione alimentare. Tra gli obiettivi, la valorizzazione delle proprietà nutrizionali del Parmigiano Reggiano anche in relazione al programma statunitense “Make America Healthy Again”.
Turismo: triplicare le visite ai caseifici entro il 2029
Un altro capitolo riguarda il turismo. Attraverso il progetto Vivi Parmigiano Reggiano, il Consorzio punta a trasformare la Dop in una destinazione da vivere durante tutto l’anno, intercettando anche i flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti.
L’obiettivo è triplicare le visite ai caseifici, passando dalle circa 100mila presenze attuali a 300mila entro il 2029. È una strategia che collega export, reputazione internazionale e sviluppo economico del territorio di origine.
Il turismo del formaggio diventa così uno strumento di relazione diretta con il consumatore straniero. Visitare un caseificio, vedere la produzione, entrare nei magazzini di stagionatura, comprendere tempi e regole della Dop significa trasformare un prodotto acquistato a scaffale in un’esperienza culturale. Per il pubblico americano, abituato a una categoria “parmesan” molto ampia e spesso lontana dal Parmigiano Reggiano Dop, questo tipo di esperienza può diventare decisivo per comprendere la differenza tra nome generico e denominazione protetta.
Una partita economica, culturale e istituzionale
“L’incontro di oggi con il Console Generale Douglass Benning rappresenta un passo importante per consolidare un’alleanza istituzionale strategica tra il Consorzio e gli Stati Uniti”, ha dichiarato Nicola Bertinelli. “Gli Stati Uniti non sono soltanto il nostro primo mercato estero: rappresentano un partner con cui vogliamo costruire relazioni sempre più profonde. Attraverso la Parmigiano Reggiano USA Corporation intendiamo sviluppare un dialogo stabile con le istituzioni americane, promuovere la cultura del prodotto autentico, sostenere progetti di educazione alimentare e rafforzare la collaborazione su temi economici, commerciali e turistici. Il nostro obiettivo è creare valore condiviso, per la filiera del Parmigiano Reggiano e per i territori dei due Paesi”.
